Le Poste sono ancora un servizio o si sono ridotte a essere un disservizio? Le vicissitudini di LiberEtà, rivista mensile dello Spi Cgil, dimostrano la fondatezza della seconda ipotesi.
Negli ultimi mesi, infatti, la redazione e l’amministrazione hanno ricevuto numerosissime segnalazioni da parte di abbonate e abbonati riguardanti la mancata o ritardata consegna del giornale. Questi disservizi, gravi e diffusi su tutto il territorio nazionale, si sono intensificati a partire dal mese di novembre 2025 per continuare – pesantemente aggravati – in questa primavera.
La distribuzione della rivista è affidata esclusivamente a Poste Italiane. L’editore e la redazione non hanno strumenti diretti di controllo sul recapito una volta che il giornale entra nel circuito postale. Nonostante i ripetuti solleciti e le formali segnalazioni alla direzione di Poste, non sono state fornite spiegazioni adeguate o garanzie sul ripristino della regolarità del servizio.
Questa situazione – che sappiamo comune con altre realtà editoriali – produce un danno reale a più livelli: ai lettori che pagano un abbonamento per non ricevere in tempo o non ricevere la rivista; a LiberEtà che paga per responsabilità non sue rischiando di perdere copie; ai volontari che promuovono LiberEtà in tutta Italia e che devono subire le proteste degli abbonati.
La rivista vive grazie ai suoi lettori e ai volontari: nei confronti di questi soggetti ha il dovere di rendere pubblica questa situazione e di tutelare il diritto all’informazione per i nostri lettori.










