In piazza per salvare gli anziani

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In piazza per chiedere di mettere in sicurezza le Rsa e rilanciare il sistema sanitario nazionale. A lanciare la mobilitazione tra la fine di novembre e l’inizio di dicembre sono i sindacati dei pensionati di Cgil, Cisl e Uil che ieri hanno detto di voler far sentire la propria voce perché la situazione sta diventando ogni giorno più grave.

Oggi a ribadire che non c’è più tempo da perdere è il segretario generale dello Spi Cgil Ivan Pedretti che dalla sua pagina Facebook lancia un messaggio chiaro: “Il momento è serio e soffiare sul fuoco non serve. Però dobbiamo anche dirci le cose come stanno: non sta andando tutto bene”. Sarà più complicato scendere in piazza, ha sottolineato Pedretti, ma non per questo i sindacati si asterranno dal protestare e far sentire con forza la propria voce. La mobilitazione avverrà nel pieno rispetto delle regole e dei protocolli. E i sindacati dei pensionati hanno già detto che faranno di tutto per evitare che si infiltrino frange di violenti e criminali.

Ma cosa c’è in ballo? La salute di milioni di anziani. Il numero di focolai all’interno delle Rsa cresce ogni giorno di più. ““La tragedia che si è consumata la scorsa primavera all’interno delle strutture per anziani – dichiarano Spi, Fnp, Uilp – non può e non deve ripetersi. Bisogna intervenire immediatamente, mettendo in sicurezza tutte le strutture e garantendo la presenza di personale adeguatamente formato. Bisogna attuare piani di ricollocamento degli ospiti positivi al virus, che devono essere trasferiti in strutture idonee, per non trasformare le case di riposo in lazzaretti. Occorre inoltre garantire agli ospiti delle strutture la possibilità di restare in contatto con i propri parenti, anche attraverso gli strumenti digitali, perché i danni provocati dell’isolamento e dalla solitudine sono enormi, soprattutto per chi soffre di malattie cronico degenerative come le demenze”. Le cose da fare dunque sono chiare. È ora di cominciare.

E di sicuro ciò che la seconda ondata sta mettendo fortemente in luce è la necessità di riformare al più presto l’intero sistema delle strutture residenziali sociosanitarie. “ Servono sistemi più efficaci di accreditamento, monitoraggio e controllo delle strutture, con un maggiore coinvolgimento delle organizzazioni sindacali dei pensionati”, dicono Spi Cgil, Fnp Cils e Uilp Uil. “Bisogna ridurre al massimo l’istituzionalizzazione; potenziare e sperimentare forme di residenzialità alternativa, come cohousing e appartamenti solidali; favorire la permanenza delle persone anziane nelle proprie case, assistendole in modo adeguato”. E poi la medicina del territorio. Assistenza domiciliare, medicina di prossimità. Il sistema va ripensato nella sua totalità.

Ovviamente servono risorse. A sottolinearlo con forza è Ivan Pedretti che dice chiaramente: “Il Governo può e deve fare di più. Le Regioni possono e devono fare di più. Mancano le risorse, quelle che ci sono non sono state spese, quelle che servono non vengono prese, come il Mes”.

Che gli anziani stiano pagando un costo altissimo è sotto gli occhi di tutti. “Sono tornati a dire che tanto muoiono solo i vecchi, come se fosse una liberazione. Sono tornati a dire che siamo un peso per i giovani, alimentando un inutile e stupido conflitto tra generazioni”, ha aggiunto Pedretti. E non dimentichiamoci che non si muore solo di Covid. “Ci sono anche altre malattie. Si rimandano le visite, le analisi, gli interventi. È un grosso problema”. Liste d’attesa bloccate, ambulatori chiusi, visite annullate. Nei mesi dell’emergenza Covid milioni di persone non hanno avuto accesso alle cure. Un quadro drammatico che riguarda soprattutto gli over 65. Ne abbiamo parlato sul nuovo numero di LiberEtà in uscita proprio in questi giorni. Un’altra buona ragione per scendere in piazza. A giorni i sindacati dei pensionati comunicheranno la data della mobilitazione e le modalità della protesta.