Gite in TV tutto compreso

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Si paga dai 30 ai 60 euro per il tour che porta in Tv ad assistere ai programmi di maggior successo. Sono gite organizzate da agenzie e hanno un preciso tariffario. Ma non è uguale per tutti.

Niente vestiti a righe, niente pois, vietatissimi i “loghi” degli stilisti in evidenza su magliette o accessori, abbigliamento “casual-elegante”: è l’abc del look per il pubblico dello studio televisivo, quello che viene inquadrato alle spalle dei concorrenti dei quiz, dei presentatori del sabato sera, quello che esplode negli applausi al momento giusto. C’è chi è partito alle 6 del mattino da Forlì per assistere al quiz di Jerry Scotti su Canale 5, e non torna a casa fino a notte: la gita organizzata in bus, 56 euro compreso il pranzo negli studi di Milano, sei ore seduti (vietato alzarsi durante le riprese) per la registrazione di tre puntate di fila. Una maratona mica male: ci vuole il fisico!

Per assistere al programma di Fabio Fazio, sempre gli studi di Milano ma quelli Rai, il costo della gita organizzata è di 35 euro, ma alla cena ognuno pensa per sé: stavolta si parte dalla bocciofila di Carpi poco dopo le 13, si ritorna a casa che è passata la mezzanotte, garantiti anche due passi sotto il Duomo, per un po’ di shopping o una cioccolata calda.

Le agenzie di viaggio promuovono le “gite” negli studi Tv tra un pellegrinaggio a Medjugorje e un tour culturale al lago d’Iseo. Si parte da tutta Italia per arrivare in Tv, e spesso gli annunci sono dei volantini affissi dal tabaccaio del paese. E magari va a finire che i presentatori “salutano” dai microfoni il pubblico arrivato da lontano, bella soddisfazione.

Il pubblico della gita, pubblico pagante, rischia però di trovarsi spalla a spalla con dei “colleghi” che – al contrario – vengono pagati. Perché “fare il pubblico” è anche un mestiere: dai 30 ai 50 euro al giorno, a seconda della trasmissione, e se si è “comparse parlanti” si arriva anche a 300 euro. È il regista, quello che ha fatto i provini, che decide che comparsa sei, muta o parlante, e devi anche fare le prove, non si dicono cose a vanvera. È per questo che fuori dagli studi televisivi capita di trovare file di persone, signore ben truccate e ben vestite ma non troppo vistose, niente minigonne o scollature esagerate, vecchi signori con l’abito buono. C’è chi arrotonda la pensione, chi non ha altro, chi spera di essere notato con l’illusione di entrare così nel magico mondo della Tv. In platea ognuno ha un compito (e un gettone di presenza): i clapper che chiamano l’applauso al momento giusto; gli “opinionisti” che partecipano al dibattito; i “tappabuchi” che prendono il posto del personaggio famoso chiamato sul palco. Ogni Tv, ogni programma ha le sue regole e i suoi cachet, ma tutti partono da un dato comune: anche il pubblico è spettacolo.