È tempo di vaccino. L’importanza della prevenzione

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Arriva la stagione influenzale: ecco un’utile guida per sapere quando, dove, perché, come vaccinarsi. E soprattutto chi deve farlo: anziani, bambini, donne in gravidanza, persone affette da particolari patologie. Una scelta razionale e obbligata al tempo del Covid per evitare i rischi di sovrapposizione degli agenti patogeni e dei danni conseguenti.

Chi ha tempo non aspetti tempo. Soprattutto se in ballo c’è la salute dei cittadini. Così, con largo anticipo sull’avvio della campagna vaccinale, il ministero della Salute aveva pubblicato sul proprio sito il “Piano di prevenzione dell’influenza” contenente le raccomandazioni per la stagione 2020-2021. Quest’anno la questione del vaccino antinfluenzale, più che a falsi miti e a detrattori, si lega in maniera indissolubile alla diffusione del Covid-19, che ha rimesso al centro dell’agenda politica il tema della sanità. E continua a tenere con il fiato sospeso – in attesa del termine delle sperimentazioni vaccinali – il mondo intero.
Alla vigilia di una stagione che si prospetta contrassegnata dalla circolazione di virus influenzali e Sars CoV-2, il vaccino antinfluenzale – e quello pneumococcico – possono essere cruciali, soprattutto per i soggetti più fragili.

Gli obiettivi. Nonostante il vaccino sia raccomandato per tutti a partire dai sei mesi di vita, il ministero sottolinea l’importanza della vaccinazione antinfluenzale, in particolare per le persone ad alto rischio di tutte le età. L’obiettivo? Ridurre le complicanze derivanti da influenza, evitare gli accessi al pronto soccorso e semplificare la diagnosi e la gestione dei casi sospetti, considerati i sintomi simili che accomunano Covid-19 e influenza.

A ribadirlo è Giovanni Gallo, responsabile del servizio di epidemiologia e sanità pubblica della direzione prevenzione della Regione Veneto, che, in un articolo sulle coperture vaccinali del 2019-2020, scrive: “Vaccinare le persone a rischio e vaccinare le persone sane sono due cose completamente diverse. Se infatti si può ragionare circa l’opportunità di far vaccinare persone sane e l’utilità in termini generali per la loro salute, è fuori discussione la necessità di proteggere persone ad alto rischio di complicanze.

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