Controllare la pensione conviene. Nelle Marche recuperati dallo Spi 115 mila euro di diritti inespressi

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115.000 euro recuperati in favore di pensionate e pensionati nel 2023. È questo il frutto dell’importante lavoro svolto dallo Spi Cgil delle Marche sulla campagna per il recupero dei diritti inespressi. In gergo si chiamano “ricostituzioni”, più facilmente possiamo chiamarlo “controllo della pensione”.

Proprio come è successo ultimamente ad un settantatreenne di Jesi che dopo il ricalcolo dello Spi, si è visto riconoscere il diritto alla maggiorazione sociale. La sua pensione è così passata da circa cinquecento euro a settecento, con l’aggiunta del riconoscimento di un credito arretrato a suo favore di quasi seimila euro.

«Quando arriva una pensionata o un pensionato con una pensione da lavoro dipendente o di reversibilità associata a un’invalidità al 100 percento, scatta subito il controllo – racconta Aurelio, volontario dello Spi –. Nel 2022 nella lega di Jesi abbiamo stampato circa quattrocento cedolini e Obism e nel 25 per cento dei casi abbiamo riscontrato dei diritti non riconosciuti. Per la maggior parte le pratiche inviate all’Inps riguardavano la richiesta di assegni al nucleo familiare su pensioni di reversibilità, di maggiorazione sociale, quattordicesima e assegni al nucleo familiare.

Venenza Ciccarelli della lega Spi di Matelica in provincia di Macerata, ha invece raccontato che recentemente per un pensionato è stata fatta richiesta di ricalcolo della pensione dall’origine – anno 1990 – che ha fruttato al pensionato il recupero di 237 euro al mese e di 15.600 euro di arretrati. «Peccato – sottolinea Venenza – che questo signore sia venuto nei nostri uffici solo a maggio di quest’anno e non prima, perché purtroppo ha perso soldi che gli spettavano dal 1990 al 2018».

Muoversi in tempo. Anche per questi diritti vale la prescrizione di cinque anni, dopo di ché si perdono. «È ovvio – aggiunge Venenza – che si tratta di un caso eccezionale, ma è altresì vero che riscontriamo moltissimi casi (uno su quattro) con necessità di ricalcolo per vari motivi: un rinnovo contrattuale con arretrati successivi al pensionamento, una sospensione contributiva per eventi straordinari, una variazione delle condizioni economiche o familiari ed altro ancora».

Nadia, della lega Spi di Porto Sant’Elpidio, ci ha raccontato come nel suo territorio, tra gennaio 2022 e luglio 2023, abbiano recuperato un “bottino” di circa 34.000 euro di diritti inespressi. Un lavoro eccezionale quello dei volontari delle leghe Spi Cgil marchigiane, così come quello svolto in altre regioni, a favore di persone anziane che spesso non sanno di avere diritto a miglioramenti economici sulla pensione.

L’articolo è stato pubblicato nel numero di gennaio del nostro mensile. Per abbonarti alla rivista, clicca qui