“Connessi in buona compagnia”, primo in Italia per l’inclusione digitale

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Il progetto è nato da una collaborazione tra la Regione Toscana e sindacati dei pensionati di Cgil, Cisl e Ul per aiutare gli over 65 nell’uso delle tecnologie e nell’accesso ai servizi digitali. Primo tra 120 proposte nel concorso promosso a livello nazionale dalla presidenza del Consiglio dei ministri.

Primo tra 120 proposte in gara nel concorso promosso a livello nazionale dalla Presidenza del Consiglio dei ministri per premiare le iniziative più meritorie nel campo dell’inclusione digitale.

“Connessi in buona compagnia”, il progetto nato da una collaborazione tra Regione Toscana e sindacati regionali dei pensionati di Cgil, Cisl e Uil per favorire l’accesso degli over 65 ai servizi digitali delle pubbliche amministrazioni, si aggiudica il podio più alto, dopo il testa a testa con una proposta avanzata dalla Vodafone.

«Un risultato meritato che premia la qualità di un progetto che può rivoluzionare l’approccio ai servizi pubblici», è il commento a caldo di Alessio Gramolati, segretario dello Spi Cgil Toscana e uno degli artefici dell’iniziativa.

Il progetto. Il progetto premiato ha l’obiettivo di aiutare gli over 65 nell’uso di tecnologie e nell’accesso a una serie di servizi pubblici digitali regionali, dei servizi locali e delle public utilities e si articola in più fasi.

Comprende sia percorsi di alfabetizzazione digitale sia veri e propri processi di ascolto dei cittadini, di facilitazione e semplificazione nell’accesso ai servizi online. Il progetto si rivolge in particolare agli over 65, ma anche alle persone residenti in aree interne (o lontane dai luoghi di offerta di servizi) e in generale a chi ha difficoltà ad utilizzare tecnologie digitali.

Dai pagamenti online, ai certificati anagrafici, dall’acquisto di biglietti per il trasporto all’accesso al fascicolo sanitario online, dalle prenotazioni online di prestazioni sanitarie alla scelta del medico. Sono solo alcuni dei servizi digitali su cui “Connessi in buona compagnia” si concentrerà all’inizio. «L’intento – spiega Gramolati – è salvaguardare il diritto alla connessione e alla “cittadinanza digitale” superando il divario digitale che oggi penalizza ampi strati della popolazione, e in special modo gli anziani».

All’inizio, il piano farà leva sulla rete composta da 72 “botteghe della salute” già presenti sul territorio toscano. A cui si affiancheranno presto altre reti del terzo settore e del volontariato. Lo Spi Cgil, per supportare il progetto, ha offerto una quarantina di proprie sedi sparse su tutto il territorio regionale, che potrebbero ospitare in futuro altrettante botteghe della salute.