Un campo di formazione e lavoro per far respirare ai più giovani “Il fresco profumo della libertà”, per far conoscere progetti di inclusione sociale e lavorativa per persone fragili, per avvicinare ragazzi e ragazze ai temi della valorizzazione e promozione del riutilizzo sociale dei beni confiscati alle mafie. È quello che si è tenuto a Cerignola dal 29 agosto al 4 settembre, organizzato dalla Cooperativa Sociale Altereco in collaborazione con Arci nazionale, Spi Cgil nazionale, Spi Cgil Puglia, Legacoop Puglia, Auser Puglia e patrocinato dal Comune di Cerignola e dall’assessora alla Cultura e allo Sport, Rossella Bruno.

Nel paese natale di Giuseppe Di Vittorio, la Sacra Corona Unita fa grandi affari e spara ancora molto per strada. Ma c’è anche altro. Ci sono le esperienze di recupero dei beni confiscati alla criminalità. Come “Terra Aut”, questo è il nome del bene confiscato in cui si è tenuto il campo, in cui la cooperativa sociale Altereco coltiva la vigna insieme a ragazzi che scontano pene alternative o a migranti che fanno percorsi di formazione e di liberazione dallo sfruttamento.

Nei giorni del campo i giovani partecipanti, tutti provenienti dalla Puglia, si sono impegnati in una settimana di lavoro e di formazione sui terreni confiscati Terra Aut e Michele Cianci, luoghi sottratti alla mafia e oggi diventati avamposto di legalità, di economia sostenibile, di lavoro regolare, di sviluppo, di antimafia. Mentre i volontari dello Spi hanno raccontato ai ragazzi cosa sono le mafie e soprattutto hanno immaginato insieme le pratiche quotidiane per costruire un modello sociale alternativo fatto di partecipazione, consapevolezza, responsabilità. E anche di democrazia e di esercizio, per tutti, dei diritti.

I ragazzi, oltre a lavori manuali di cura e abbellimento del bene attraverso la pittura e la costruzione di panche con materiale di recupero, sono stati coinvolti anche in incontri con testimoni impegnati in attività di antimafia, di contrasto al caporalato e allo sfruttamento, di servizi di orientamento e inclusione per i cittadini migranti.

L’obiettivo dei campi della legalità è anche quello di far comprendere ai giovani l’importanza della legge 109/96 per il riutilizzo pubblico e sociale dei beni confiscati alle mafie, le attività, i progetti avviati, gli inserimenti lavorativi di persone fragili resi possibili grazie all’agricoltura sociale che in questi anni ha coinvolto ex-detenuti, migranti sottratti al caporalato e allo sfruttamento, persone provenienti dalla giustizia riparativa.

Anche la popolazione locale è stata coinvolta con diversi eventi pubblici, come quello del 30 agosto, in piazza Matteotti, intitolato “Giovani, agricoltura e lavoro”, con gli interventi di Francesco Bonito, sindaco di Cerignola; Rossella Bruno, assessora comunale alle Cultura; Teresa Cicolella, assessora comunale alla Legalità; Lorenzo Mazzoli, segretario nazionale Spi Cgil; Gianni Forte, segretario generale regionale Spi Cgil; Mirella Malcangi, direttrice ULEPE Foggia; Carmine Spagnuolo, presidente cooperativa Ortovolante e Vincenzo Pugliese, presidente della cooperativa Altereco.