C’è vita su Marte?

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Il tema della possibilità di vita sul pianeta Marte ha interessato la comunità scientifica – e fantascientifica – sin dalla fine del XIX secolo. Benché le prime missioni spaziali marziane, avviate negli anni Sessanta del Novecento, abbiano fugato qualsiasi speranza, l’ipotesi di un Pianeta rosso “abitato”, sia pure da microscopiche forme di vita, è sopravvissuta fino ai nostri giorni.

Una ricerca, condotta dalla University of Texas Institute for Geophysics, si sta concentrando sui numerosi crateri a forma di imbuto presenti sulla superficie marziana. L’analisi delle recenti foto scattate da Mars Reconnaissance Orbiter della Nasa dimostra come questi crateri siano simili ai cosiddetti “calderoni di ghiaccio” presenti sulla Terra, in Islanda e Groenlandia, generati da eruzioni vulcaniche sotto il ghiaccio in grado di rilasciare un intruglio primordiale che promuove la vita microbica. Questa forte somiglianza attrae gli scienziati e li lascia ben sperare, dal momento che potrebbero essere presenti gli ingredienti chiave per l’abitabilità del Pianeta rosso, ossia acqua, calore e sostanze nutritive.