Catanzaro. Soldi per l’assistenza agli anziani più fragili nelle tasche di dirigenti e funzionari della Asp

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«Un’indagine fatta di prove – l’ha definita senza mezzi termini il procuratore capo di Catanzaro Nicola Gratteri – non di gravi indizi di colpevolezza». Spi, Fnp e Cgil del capoluogo calabro: «Sottrarre risorse pubbliche destinate alle persone fragili e utilizzarle per finalità e scopi privati è gravissimo e assolutamente inaccettabile».

Intervista a Gratteri (fonte: www.newsandcom.it)

Quei soldi erano destinati all’assistenza domiciliare alle persone anziane. Sono finiti invece nelle tasche di alcuni funzionari e dirigenti dell’Azienda pubblica per i servizi alla persona (Asp) di Catanzaro, che quel progetto avevano il compito di portarlo a buon fine. Due le persone finite agli arresti domiciliari, sette quelle colpite da misure interdittive. «Un’indagine fatta di prove – l’ha definita senza mezzi termini il procuratore capo di Catanzaro Nicola Gratteri – non di gravi indizi di colpevolezza. Un’indagine corroborata da documenti inoppugnabili». L’operazione condotta dalla guardia di finanza lunedì  17 luglio  a due misure cautelari ai domiciliari e sette misure interdittive nei confronti di dirigenti e funzionari dell’Asp di Catanzaro, indagati per concorso in peculato e favoreggiamento personale.

«Sono stati rubati fondi destinati all’assistenza domiciliare agli anziani», precisa Gratteri. «Soldi rubati in modo scientifico e cinico: addirittura uno degli indagati con questi fondi ha portato tutta la famiglia in Spagna a villeggiare. Si tratta delle tasse della gente, di fondi europei destinati a migliorare la qualità della vita di malati anziani a casa, persone bisognose che non avevano i soldi per curarsi. E chi ha rubato così deve andare in carcere, non agli arresti domiciliari».

 

Le indagini della guardia di finanza hanno consentito di accertare l’indebita appropriazione e la distrazione di fondi, di matrice comunitaria, concessi alla locale Asp per la partecipazione al progetto denominato “stopandgo”, acronimo di “sustainable technology for older people – get organised”. L’iniziativa ha coinvolto diversi partner europei con la finalità di migliorare i servizi forniti agli anziani. Il progetto è finanziato al 20 per cento dalla Comunità europea e il resto a spese della Regione Calabria.

Obbiettivo, cofinanziato nel 2013 per oltre 760 mila euro, è definire un modello europeo di riferimento di bando di gara per migliorare il sistema di forniture pubbliche di beni e servizi sociosanitari a beneficio della popolazione anziana, rendendo disponibili sistemi domiciliari più tecnologici di sostegno sanitario e salvavita.

Le indagini svolte dai finanzieri del nucleo di polizia tributaria hanno consentito di accertare che i pubblici ufficiali indagati, coinvolti a vario titolo nell’attuazione dell’iniziativa, una volta ottenuta l’anticipazione finanziaria dall’istituzione europea, per un ammontare di oltre 300 mila euro, anziché perseguire gli obiettivi prefissati, hanno usato parte dei fondi a fini personali. Dal 2014 al 2016, i responsabili si sono indebitamente appropriati di oltre 166 mila euro.

«Se le accuse formulate dagli inquirenti, dovessero trovare riscontro in sede di giudizio – commenta Gianni Dattilo,  il segretario del Sindacato pensionati Cgil di Catanzaro – ci troveremmo di fronte a un delitto odioso, ripugnante e indegno, ad opera di funzionari pagati con lauti stipendi, per far stare bene il prossimo. Con la loro azione, invece, peggiorano la  condizione di salute di tanti anziani, non intervenendo adeguatamente nella cura. Anzi, in questo caso, addirittura abusano e non tutelano la categoria più debole, quella degli anziani impossibilitati a curarsi nelle strutture pubbliche e bisognevoli di cure nei loro domicili.

Rubare i fondi europei destinati alla loro salute e al loro benessere – continua Dattilo – è di per sé odioso, utilizzare i soldi, in qualche caso per le vacanze della propria famiglia a scapito di chi soffre, è senza alcun dubbio da inibizione perenne dai pubblici uffici e da galera.

Come Spi Cgil, nel plaudire l’impegno, e la capacità investigativa della Guardia di finanza e della Magistratura, condanniamo la ruberia dei fondi europei a scopi privati, sempre e comunque, ma, quando ciò avviene contro persone indifese che potrebbero essere loro padri e nonni, diventa un delitto ignominioso e necessità del massimo della pena prevista dal nostro ordinamento giudiziario.

Intanto – conclude il segretario dello Spi Cgil di Catanzaro – daremo mandato ai propri legali di verificare se ci sono, in caso di processo ai funzionari Asp, le condizioni per costituirsi parte civile. Se la risposta sarà affermativa, lo Spi sarà presente al processo per rappresentare gli interessi di migliaia di iscritti nella provincia di Catanzaro.

«Lo spaccato che emerge dall’ultima operazione giudiziaria della Procura di Catanzaro – scrivono in un comunicato stampa Cgil, Spi ed Funzione pubblica Cgil del capoluogo calabro – dimostra come ormai il fenomeno della corruzione e delle ruberie abbia permeato ampi e diffusi strati della pubblica amministrazione. Sottrarre risorse pubbliche destinate alle persone fragili e utilizzarle per finalità e scopi privati è gravissimo e assolutamente inaccettabile. Esprimiamo – continuano le due organizzazioni – un plauso alla magistratura e alle forze dell’ordine che stanno imprimendo una efficacissima azione di legalità nell’intero territorio provinciale. Sosterremo con iniziative concrete – annunciano le tre strutture Cgil – tale azione encomiabile all’insegna del cambiamento. Verificheremo la possibilità di tutelare migliaia di pensionati iscritti alla nostra organizzazione in tutte le sedi deputate».