Botanica spaziale

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La possibilità di coltivare prodotti commestibili nello spazio, a bordo della Stazione spaziale internazionale (Iss) o sul suolo di un ipotetico pianeta colonizzato dall’uomo, è una questione di fondamentale importanza per le missioni spaziali del futuro. Lo scorso dicembre, i ricercatori del laboratorio di piante spaziali dell’università della Florida hanno reso noti i primi risultati di un esperimento botanico avviato sulla Iss nel 2014 e tuttora in corso.

Lo studio – applicato al caso specifico della cultivar arabidopsis thaliana, più nota come arabetta comune, una piccola pianta annuale da fiore imparentata alla senape e al cavolo – ha dimostrato che le piante sono realmente in grado di crescere anche fuori da un ambiente terrestre. Tuttavia, come avviene negli esseri umani, i loro geni si modificano in modo da far fronte alle anomale condizioni ambientali, in particolare alla microgravità. Lo studio della crescita delle piante nello spazio è importante soprattutto in previsione di future missioni spaziali umane a lungo termine sulla Iss, sulla Luna e, un giorno, su Marte, ossia in tutte quelle missioni per le quali i regolari rifornimenti alimentari risulterebbero impossibili.