Andare in bici o a piedi. Alla scoperta della lentezza

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Il numero degli estimatori di escursioni, “cammini” e ciclovie anche in Italia cresce in modo rilevante. Un modo diverso di viaggiare, ma anche una risposta alle vacanze frenetiche e di massa. È in questo modo che migliaia di persone tornano ad apprezzare luoghi spesso dimenticati

Andiamo sempre di corsa, e non solo nella routine di tutti i giorni. Purtroppo, anche nei momenti legati al relax sembra di correre da una parte all’altra. Sarà per questo che, in controtendenza al turismo di massa, negli ultimi anni in molti stanno riscoprendo il valore della lentezza. Il turismo lento è un modo di viaggiare che permette d’immergersi completamente nel luogo che ci ospita, rispettandolo e vivendolo in pieno. È, appunto, l’esatto contrario del turismo di massa, per la riscoperta di luoghi tipici e spesso dimenticati, lontani dal caos e dalle mete più popolari e frequentate. Così escursioni, cammini e cicloturismo sono diventati le modalità di muoversi preferite da migliaia di turisti ogni anno, per viaggiare tra i borghi e la natura che li circonda. Un “vecchio” nuovo modo di viaggiare, scoperto per la prima volta da molte persone, dopo che la pandemia ha messo in crisi il turismo di massa. Il viaggio, a passo lento e nel rispetto dei territori e delle destinazioni visitate, sta così crescendo come mai prima. Secondo una ricerca del centro di ricerca sulla televisione e gli audiovisivi dell’università Cattolica di Milano, un italiano su due preferisce il turismo lento, in linea con la tendenza internazionale.

Le mete cambiano

Una crescita che va di pari passo con l’accresciuta consapevolezza ambientale. Ecco allora che cambiano le mete dei viaggi. In molti sono tornati a viaggiare a piedi, percorrendo i cammini lungo la penisola come gli antichi pellegrini o viandanti. Negli ultimi anni si sono così potenziate le reti e le comunità di appassionati, sviluppando anno dopo anno un settore fatto di tantissime piccole realtà. Un esempio perfetto sono le tappe della via Francigena, un lungo percorso che dalla città di Canterbury, in Inghilterra, conduceva in passato i pellegrini a Roma e poi fino in Puglia, verso la Terra santa, passando per Francia e Svizzera. Difficile e impegnativo da percorrere nella sua interezza, oggi ha le mete più belle proprio in Italia. Molti turisti percorrono le varie tappe negli anni, visitando e ridando vita ai luoghi che incontrano. Uno sviluppo simile all’altrettanto celebre cammino di Santiago, che tocca Francia, Spagna e Portogallo, e a sentieri meno battuti, come il cammino dei Briganti, tra Abruzzo e Lazio, il sentiero del Viandante sul lago di Como, la via del Sale sull’Appennino ligure tra Pavia e Camogli o l’evocativa via degli Dei da Firenze a Bologna. Tutti cammini che permettono di immergersi nella natura e riscoprire le tante piccole e grandi storie nascoste dei borghi. Storie che spesso si intrecciano con le origini degli emigrati italiani nel mondo, che tornano in patria nei luoghi di provenienza degli avi.

Il turismo delle radici

È un altro settore in crescita e con grandi potenzialità, interessando un numero di discendenti di emigrati italiani nel mondo stimato tra sessanta e ottanta milioni. Gli antichi borghi così riescono a rinascere con i tanti turisti che scelgono di rivivere, anche solo per un breve periodo, la vita dei piccoli paesi, tra botteghe e bellezze naturali. Magari trovando il riposo tra una tappa e l’altra di una delle tante vie percorse da sempre più persone per brevi gite o lunghe vacanze.

In sella

A confermarlo c’è anche la Federazione italiana ambiente e bicicletta, che consiglia le ciclovie più battute dai ciclisti nella penisola. Tra i più interessanti c’è la ciclovia del Sole, che unisce San Candido a Palermo, lungo circa 7.400 chilometri con tante tappe intermedie. La ciclovia Adriatica da Trieste a Santa Maria di Leuca (Lecce) corre per oltre 1.800 chilometri ed è la più ricca di spiagge; la Francigena, invece, unisce Como a Brindisi ed è l’alternativa ciclabile al più tradizionale cammino. Infine, la ciclovia del Po, che parte da Torino e arriva fino a Venezia, segue il corso del grande fiume attraversando la Pianura padana tra Piemonte, Lombardia, Emilia Romagna e Veneto. Insomma, anche per i ciclisti è il momento di rallentare… Ma non troppo.