Nonni e nipoti a confronto sul futuro. Come sarà il nostro domani? In che modo la pandemia ha cambiato orizzonti, aspettative e speranze? Lo abbiamo chiesto a tanti nonni e nipoti che per più di due mesi non si sono potuti vedere ma sono rimasti in contatto con il telefono e le videochiamate. Ora eccoli riuniti virtualmente in un confronto tra generazioni sul futuro che ci attende. Una doppia testimonianza per ogni puntata.


“Mi piacerebbe viaggiare e fotografare”. Se lo immagina così il futuro Alice dopo il coronavirus. Ha solo dieci anni ma ha già la passione della fotografia. Merito di nonno Guido che ha la casa invasa da negativi e diapositive. Il lockdown lui lo ha impiegato per fare ordine e per riprendere in mano i propri hobby. Alice invece, figlia unica, si è arrangiata come meglio ha potuto, con lo studio, i compiti e l’inglese, un’altra sua passione. “Conoscere l’inglese mi permetterà di comunicare con persone di tutto il mondo, e quindi potrò viaggiare”, dice con la voglia di guardare avanti. Per lei il coronavirus è solo una pausa tra il presente e il futuro immaginato. “Ora non potrò farle queste cose e chissà per quanto tempo non sarà possibile”, dice pensierosa. Già, viaggiare. La libertà di movimento, il bene più prezioso di cui a un certo punto siamo stati privati.

Nonno Guido ha affrontato l’emergenza con positività e voglia di fare, tra i suoi hobby casalinghi: “sono di natura un procrastinatore quindi in realtà ho cercato di cogliere gli aspetti positivi di questa situazione e ho approfittato per fare ordine, anche perché chi verrà dopo di me possa mettere le mani tra le mie cose, tra le mie fotografie, senza perdersi troppo nel caos”. Per lui il passaggio del testimone è fatto anche di scatti, sorrisi immortalati, viaggi e vacanze che furono. Viaggi e vacanze che saranno, per Alice. “La cosa più importante è continuare a stare bene, per non pesare troppo su chi dovrà occuparsi di noi”, dice Guido con lucidità. “La mia idea di futuro in questi mesi è cambiata non poco. Penso a come si trasformerà il lavoro, soprattutto per i più giovani”. Ma Guido è un ottimista di natura. Già guarda al dopo coronavirus e al dopo crisi: “penso che si svilupperanno tanti nuovi mestieri legati alla tutela dell’ambiente”, dice con convinzione. “Il recupero dell’ambiente ce lo dobbiamo mettere tutti in mente come una priorità”.

Guido ragiona con la saggezza di chi la propria vita l’ha vissuta: “in questi mesi vedere gente più giovane che è già andata via, mi ha lasciato sgomento e rattristato. E ragionando con i piedi per terra penso che la mia vita l’ho fatta”. E forse è proprio per questo che Guido ragiona sulla vecchiaia e sulla morte con ironia. “Il mio nipote più piccolo non l’ho visto per molti mesi. Viviamo lontani. Al telefono mi ha chiamato per settimane ‘nonno Ito’. E io ogni volta mi sono detto, tra me e me: ‘beh, calma, ito non ancora’”, dice ridendo mentre spiega come in alcuni dialetti del centroitalia ‘ito’ sta per ‘andato’, ovvero ‘passato a miglior vita’.

Amarezza, consapevolezza e ironia, per affrontare un futuro più incerto che mai. Intanto, Alice impara le lingue, per tenersi pronta a scoprire il mondo. E chissà che non la ritroveremo tra qualche anno a scattare fotografie a una natura rinata e rifiorita, se sapremo tutti accettare le sfide che i cambiamenti climatici ci pongono.