
Letteratura e cinema protagonisti della seconda giornata della Festa di LiberEtà, Nell’auditorium F. Melotti, all’interno del Mart, il prestigioso museo di arte moderna e contemporanea di Trento e Rovereto, sono stati premiati i vincitori della 28esima edizione del Premio LiberEtà, della VII edizione del Premio Guido Rossa, dedicati a storie, diari e racconti sul lavoro e sull’impegno sociale, e ai vincitori del concorso per cortometraggi “Spi Stories” giunto alla XIV edizione, il cui titolo, “Chissà se fuori”, chiedeva agli oltre tremila film maker partecipanti di lavorare sui temi della solitudine, sulla fragilità e sul bisogno di relazioni.
La manifestazione, che ha preso avvio con i saluti di Miriam Broglia, amministratrice delegata della casa editrice LiberEtà, è stata condotta da Neri Marcorè. Il premio letterario LiberEtà è andato quest’anno a Evelina Loffredi con “2021 Odissea nell’ospizio”, racconto ironico, acuto e mai banale di un ultranovantenne che sceglie di andare a vivere in una casa di riposo. Secondi a pari merito si sono classificati Maria Rosalba De Luca con “Non posso restare”, storia di emancipazione femminile attraverso il lavoro in fabbrica e Giancarlo Di Battista con “La città del silenzio”, interessante documento sulla vita in carcere, vista attraverso lo sguardo di un medico.
Bruno Armento si è aggiudicato invece il premio Guido Rossa con il racconto autobiografico “Dal ponte Mirabeau”.
Il premio per il miglior cortometraggio Spi Stories è andato infine a Sophie Hampson, giovane regista neozelandese autrice del delicato film “Washed Up”, storia di un messaggio in bottiglia scritto da una vedova che finisce nelle mani di un lettore inaspettato. Al secondo posto si è qualificato Kenta Krisà (Italia) con il corto “Comodini” e al terzo Morgan Autexier (Francia) con il corto “La Belle”.









