A Quarrata, dove la legalità sta vincendo

0
251

Dal 25 al 30 luglio, si tiene il primo campo di “E!state Liberi!” su un terreno di Quarrata, in provincia di Pistoia, confiscato alla camorra. Brachi (Spi): “E’ stata dura, ma restituiremo questo bene alla comunità locale”

“Posso dire ora che è stata una faticaccia?”. Andrea Brachi si gode il momento con una battuta. Il 25 luglio su un terreno di 1200 metri quadri confiscato alla camorra a Quarrata, in provincia di Pistoia, è iniziato il primo campo della legalità di “E!state Liberi”: dieci ragazzi insieme ai volontari di Libera e dello Spi (i pensionati della Cgil) hanno messo a disposizione il loro tempo per restituire ai cittadini questo bene, infestato da erbacce e rifiuti, lavorando sodo per ore e ore.

Brachi, che è segretario dello Spi di Pistoia, spiega la battuta: “È stata una faticaccia non certo per tenere i i ragazzi, lavorare insieme, ascoltarli e discutere con loro. Né, in fondo, è stato faticoso il lavoro di bonifica di questo sito. Tutt’altro. Per faticaccia mi riferisco ai due anni di lavoro che ci sono voluti per ottenere questo risultato”. “Due anni – spiega – accompagnati da tensioni, ostacoli, muri di gomma, indifferenza, burocrazia che però non hanno fiaccato la nostra voglia di arrivare al risultato che ci eravamo proposti: riappropriarci come collettività di quel terreno confiscato”.

Pochi giorni fa, alla presenza del prefetto, del sindaco di Quarrata e di un rappresentante dell’Agenzia nazionale beni confiscati alle mafie, è arrivata la firma della convenzione che affida la gestione temporanea del terreno a Cgil, Cisl, Uil, Libera, Auser, e ai pensionati della Cgil. Brachi ha sogni ambiziosi per questo bene. “Se ci dovessero affidare in via definitiva la gestione del bene, il prossimo passo sarebbe quello di dare seguito al nostro progetto di recupero”.

Il progetto in questione è già pronto e prevede un giardino pubblico di 500 metri quadri, che sarà dedicato alle vittime di mafia e un orto sociale. “Il giardino – afferma Brachi – dovrebbe diventare, per il territorio di Quarrata, un luogo simbolo della lotta alla mafia e alla criminalità organizzata, per accogliere i cittadini e per svolgere iniziative pubbliche su questo tema. Altri 500 metri quadri li dedicheremmo a orto sociale, coltivato dai nostri volontari e adibito a laboratori per la legalità organizzati con il coinvolgimento delle scuole”.

Intanto Brachi si gode il campo che si tiene fino al 30 luglio. “La parte più emozionante? Vedere nonni e nipoti coltivare insieme la legalità, intrecciando storie e vissuti. Ora davvero siamo passati dalle parole ai fatti”.