28 maggio 2024: manifestazione antifascista in Piazza della Loggia

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A Brescia, 50 anni fa, l’eversione nera fa esplodere un ordigno durante una manifestazione antifascista causando otto morti e centinaia di feriti. Lo Spi Cgil, con il contributo essenziale dello Spi di Brescia, ricorda quei giorni terribili organizzando un convegno e lancia una manifestazione per non dimenticare.

Quando scoppiò l’ordigno fascista in piazza della Loggia, il 28 maggio 1974, Alessandra De Barba non era ancora nata. Cinquanta anni dopo, è lei a condurre il dibattito del convegno Il lavoro sconfigge l’odio, 50 da piazza della Loggia: la memoria, la città, l’Europa, organizzato, il 23 maggio, dallo Spi nazionale con il contributo speciale dello Spi di Brescia.

Il passaggio di testimone

Oggi Alessandra fa parte della segreteria di Brescia, e già questo dato basta a indicare quanto in questi decenni il sindacato abbia fatto per tenere viva la memoria di quella strage. Il passaggio di testimone tra gli antifascisti di ieri e dell’oggi ha funzionato.

«Il sindacato in quei giorni bui, successivi allo scoppio dell’ordigno fu capace, tra la rabbia e la sfiducia verso le istituzioni di tanta parte dei cittadini, di tenere salda la barra della democrazia; comprende che potrebbe esserci una reazione violenta di frange estremistiche e presidia le fabbriche ­– spiega il 23 maggio dal palco del Teatro Sociale, Mauro Paris, segretario dello Spi Cgil di Brescia –; fece da ponte tra le istituzioni repubblicane e il popolo, mostrando con l’esempio come la Repubblica si difende sempre seguendo le regole democratiche».

Il convegno del 23 maggio

Nel teatro gioiello liberty della città di Brescia, nel corso del convegno del 23 maggio, si susseguono le riflessioni sui mandanti e le ragioni dell’eccidio di lavoratori e antifascisti nel 1974. «Erano gli anni dei colonnelli in Grecia e di Pinochet in Cile, per scendere in piazza a manifestare – afferma Mauro Paris –, ci voleva coraggio. Era vivo il ricordo di piazza Fontana, delle coperture degli apparati dei servizi; nei mesi precedenti c’erano stati attentati dinamitardi e rigurgiti squadristici. Eppure l’appello di Cgil, Cisl e Uil e dei comitati antifascisti viene accolto. I lavoratori partono dalle fabbriche e dai paesi vicini. In macchina e in pullman».

Nel corso dell’evento al Teatro Sociale sono intervenuti, tra gli altri, Tania Scacchetti, segretaria generale dello Spi Cgil nazionale, Stefano Massini, drammaturgo che ha recitato un monologo per l’occasione, il deputato Gianni Cuperlo, Francesco Palaia, storico dello Spi Cgil nazionale, Giorgia Serughetti, filosofa politica dell’Università Bicocca di Milano, Sergio Sorgi, sociologo e comunicatore.

Al termine della mattinata una delegazione composta da Tania Scacchetti, Stefano Landini, Daniele Gazzoli, Mauro Paris, Alessandro Pagano e Gianni Cuperlo si è spostata in piazza della Loggia per deporre una corona di fiori e osservare un minuto di silenzio.

La manifestazione del 28 maggio

Sul palco del Teatro Sociale si susseguono gli interventi di sindacalisti, storici, filosofi ma lo sguardo è rivolto anche al futuro, a come costruire una società più giusta e democratica a partire dalla manifestazione del 28 maggio in piazza della Loggia. «Parteciperà anche Silvia Peroni – spiega Mauro Paris – figlia di Redento Peroni, uno dei tanti feriti dalle schegge della bomba. Un sopravvissuto, amava definirsi; si salvò perché i corpi di due vittime della strage, Bartolomeo Talenti e Euplo Natali, lo protessero dalle schegge. Essere un sopravvissuto è una condizione esistenziale difficilissima, perché permane il senso di colpa verso gli altri che non hanno avuto la tua stessa sorte». Il 28 maggio in Piazza della Loggia a Brescia, dopo i rintocchi dell’orologio astronomico, che ogni anno alle 10 e 12 ricordano le vittime della strage, prenderà la parola il segretario della Cgil Maurizio Landini.

Poi, alle 10 e 45, il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, entrerà in piazza e deporrà una corona di fiori.