Vertenza Sanità in Puglia, intesa raggiunta

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Dal riordino del servizio sanitario al superamento delle liste di attesa: la vertenza unitaria dei sindacati dei pensionati pugliesi, quella sulla Sanità e per il diritto alla salute di tutti i pugliesi,  sostenuta in pieno dalle organizzazioni confederali di Cgil, Cisl e Uil, ha portato alla firma di un’intesa con il Presidente della Regione Michele Emiliano lo scorso 12 dicembre. Pedretti, Spi Cgil: “Risultato importante. Significa che contrattare con il sindacato rappresenta uno spazio democratico che va utilizzato meglio dalle istituzioni”.

 

   Una lunga e intensa mobilitazione, aperta e portata avanti con determinazione dal sindacato dei pensionati, come ha sottolineato lo stesso segretario generale della Cgil Puglia Pino Gesmundo. Per i pugliesi, è ancora fresca infatti l’immagine di via Sparano, la strada dello shopping nel centro di Bari, che, lo scorso 5 luglio, era gremita di centinaia di pensionati con striscioni e pettorine su cui campeggiava il messaggio rivolto al governo della regione Puglia: “Sanità non se ne può più”. Una vertenza unitaria dei sindacati dei pensionati, quella sulla Sanità e per il diritto alla salute di tutti i pugliesi, che è stata sostenuta in pieno dalle organizzazioni confederali di Cgil, Cisl e Uil e che ha portato alla firma di un’intesa con il Presidente della Regione Michele Emiliano lo scorso 12 dicembre. Tra gli impegni assunti: la riduzione dei tempi delle liste d’attesa, una centrale unica di acquisti, l’attivazione dei presidi territoriali e un piano straordinario assunzioni.

“Un risultato importante”, ha commentato Ivan Pedretti, quel giorno a Bari per la riunione del Comitato direttivo regionale dello SPI Cgil e che, nelle ore precedenti, ha sfilato nella manifestazione unitaria davanti alla sede della presidenza della Regione Puglia. “Si è aperto un confronto che si è concluso con un’intesa che apre scelte precise – continua Pedretti – come quello del riordino sanitario, il superamento delle liste d’attesa, una ridiscussione sull’occupazione nel servizio sanitario sia pubblico che privato. Sono fatti importanti e, con altrettanti fatti, la Regione sarà chiamata a rispondere. Contrattare con il sindacato è uno spazio democratico che va utilizzato meglio. Certo, se non ci saranno risposte vere, ci mobiliteremo nuovamente”.

Sotto l’albero addobbato nel sede della Regione Puglia sono stati lasciati, a mo’ di strenna natalizia, migliaia di cartoline distribuite dai sindacati e firmate dai cittadini durante i presidi organizzati, per settimane, nelle sei province della regione, davanti agli ospedali e nelle piazze, per sensibilizzare sui temi della mobilitazione.

“È necessario che il Presidente Emiliano si faccia carico di un problema di civiltà, al fine di garantire il diritto alla salute dei cittadini, a partire dalle aree più marcate del bisogno”, sottolinea il Segretario generale SPI Cgil Puglia Gianni Forte. “Al di là delle ricadute del Piano di Riordino, desta forte preoccupazione l’allungamento spropositato delle liste d’attesa che costringe le persone, non in condizioni di accettare le prestazioni “intra moenia” (a pagamento anche se all’interno della struttura pubblica, ndr), di rinunciare a curarsi”. “Il diritto a curarsi, a una sanità alla portata di tutti i cittadini, a una sanità che funzioni, è una priorità di cui i governi regionale e nazionale devono occuparsi. – continua Forte – L’accordo con il presidente Emiliano ci pone nelle condizioni di aprire una fase negoziale con le Asl, aprendo tavoli in ogni provincia, su questioni cogenti come quella dei tempi delle liste d’attesa”.

“Il Governatore ha promesso, con la firma del documento, tempi certi anche sul tema delle assunzioni, su quella dei presidi territoriali e sulla centrale unica di acquisti, strumento del quale la regione puglia vuole munirsi e che consentirà di evitare spreco di risorse pubbliche e ruberie varie.”, spiega Pino Gesmundo, segretario generale Cgil Puglia, “Verificheremo che si attuino in tempi brevi tutti i punti contenuti del documento e in caso contrario saremo nuovamente sotto la sede della giunta pugliese a protestare”.