UnitƏ. Educhiamoci, agitiamoci, organizziamoci. Un progetto per la Giornata internazionale delle donne

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Cosa sanno le giovani generazioni delle battaglie di madri e nonne a favore delle leggi per il nuovo diritto di famiglia, il divorzio, l’interruzione di gravidanza, i consultori familiari? Questa domanda è al centro del progetto lanciato per l’8 marzo dal Coordinamento donne dello Spi Cgil, dalla Rete degli studenti medi e dall’Unione degli universitari.

Per l’8 marzo 2024, il Coordinamento delle donne Spi Cgil guarda alle giovani generazioni. Cosa è rimasto nella memoria delle ragazze delle lotte sui diritti civili conquistati dal movimento delle donne negli anni Settanta. Quali sono le loro aspettative? Cosa vuol dire oggi parlare di femminismo? Perché è importante il linguaggio per cambiare la realtà? E come incrociare il ricordo e la determinazione di quegli anni con le esperienze attuali?

In queste domande c’è il senso del progetto UnitƏ. Educhiamoci, agitiamoci, organizziamoci, ideato dal Coordinamento delle donne pensionate della Cgil, in strettissimo rapporto e collaborazione con la Rete degli studenti medi e l’Unione degli studenti universitari (Udu).

Difendere i diritti 

Dagli anni Settanta la società e il mondo sono profondamente cambiati. Non sono più gli stessi il modo di vivere le questioni di genere, gli strumenti di lotta e la certezza nei diritti. «È importante che le lotte sull’autodeterminazione e sui diritti siano ancora vissute con piena consapevolezza e determinazione dalle nuove generazioni – si legge nel testo del progetto –. È importante perché molti diritti faticosamente conquistati e che ritenuti intoccabili, sono messi in discussione e ostacolati. Per fare solo un esempio: è preoccupante e in aumento il numero delle regioni dove la libertà di interrompere la gravidanza è sottoposto al fuoco di fila di una destra pericolosa e liberticida».

Chiedimi come sto

Il dialogo dello Spi Cgil con gli studenti medi e universitari viene dal lontano. Nel 2022, il sindacato dei pensionati della Cgil aprì uno squarcio sul disagio psicologico giovanile attraverso un’indagine, intitolata Chiedimi come sto e pubblicata dalla casa editrice LiberEtà. Venne alla luce la complessità di un mondo in parte sommerso e l’urgenza di affrontare nel discorso pubblico preoccupazioni e attese di ragazze e ragazzi. Da allora il rapporto di collaborazione tra Spi Cgil, Rete e Udu non si è mai interrotto e il progetto, reso pubblico in occasione della giornata internazionale della donna, ha l’obiettivo di rinsaldare questo patto tra generazioni.

UnitƏ si svilupperà nell’arco di dodici mesi, seguendo un medesimo format in tutte le regioni. In ogni territorio, individuato dallo Spi Cgil insieme alla Rete e all’Udu, si svolgeranno eventi di formazione sulla storia delle lotte del femminismo italiano e sul linguaggio di genere. La conclusione è fissata per l’8 marzo 2025, con un evento nazionale, nel quale la parola andrà alle giovani ragazze che nei territori hanno animato il progetto.

La schwa

Non è un caso la scelta nel titolo della cosiddetta “schwa”, una vocale che supera i generi femminile e maschile. Essenziale al dialogo intergenerazionale è infatti la riflessione sul femminismo e sui linguaggi e sui codici che permettono di trasferire ai più giovani il patrimonio di conoscenze che costituiscono l’anima e la storia del Coordinamento delle donne dello Spi Cgil.

Scarica la locandina in pdf

Tutte le altre informazioni sul progetto sono inserite nel sito dello Spi Cgil nazionale