Spi Stories 2026. I video della vincitrice e dei finalisti della 14esima edizione

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Tra oltre tremila candidature provenienti da tutto il mondo, la 14ª edizione di SPI Stories ha confermato ancora una volta la vitalità e la capacità di sguardo del cinema breve contemporaneo. Storie diverse, provenienze lontane e linguaggi personali si sono incontrati in un’unica cornice, dando vita a un’edizione segnata da forte qualità narrativa e attenzione alle relazioni umane, alla solitudine e alle fragilità del presente.

A conquistare il primo premio è stato Washed Up della giovane regista neozelandese Sophie Hampson, mentre il secondo posto è andato a Comodini dell’italo-giapponese Kenta Crisà e il terzo a Las Belle del regista francese Morgan Autexier. Di seguito mettiamo a disposizione i tre cortometraggi finalisti.

Washed Up – Sophie Hampson (Nuova Zelanda) – Vincitore

Durata: 4’49”

Il messaggio in bottiglia lasciato da una vedova approda sulla riva e finisce nelle mani di un lettore inatteso, dando vita a un incontro minimo ma carico di significato.

Con questo corto, la regista neozelandese Sophie Hampson — che nei suoi lavori esplora spesso le relazioni umane e le prospettive culturali legate alla tradizione māori — costruisce una narrazione essenziale e poetica, in cui un gesto semplice diventa apertura possibile tra due solitudini.

Comodini – Kenta Crisà (Italia) – Secondo classificato

Durata: 7’28”

Davide è uno studente universitario che vive da solo in un appartamento spoglio, intrappolato in una routine fatta di silenzio, isolamento e osservazione distaccata del mondo attraverso la macchina fotografica.

La sua attenzione si concentra su Alice, la vicina di casa, osservata a distanza senza riuscire a stabilire un contatto reale. Quando un incontro casuale incrina il suo fragile equilibrio, Davide si ritira ancora di più in sé stesso. Ma un evento improvviso lo costringe a confrontarsi con il proprio limite più profondo: restare spettatore o intervenire.

Il film diventa così il racconto di una possibile frattura nell’isolamento, dove la paura lascia intravedere, anche solo per un istante, la possibilità di una connessione umana.

Las Belle – Morgan Autexier (Francia) – Terzo classificato

Durata: 5’00”

Sola nel suo appartamento, una donna ingaggia un gioco silenzioso con il proprio doppio immaginario attraverso una partita a Scarabeo che diventa metafora del tempo, della solitudine e della resistenza quotidiana.

Attraverso gesti minimi e una regia essenziale, il film costruisce un ritratto intimo di una presenza che rifiuta di svanire. Il confronto con il proprio riflesso diventa così un dialogo interiore, un esercizio di tenuta emotiva e identitaria.

Il corto si ispira anche alla figura della nonna del regista e si trasforma in un omaggio discreto alla dignità dei piccoli rituali quotidiani e alla capacità di opporsi, con grazia, al tempo che passa.