La radio e la voce degli anziani dalle zone del terremoto

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Una radio e la voce di chi vive nelle zone del sisma che il 30 ottobre ha distrutto paesi, cittadine, borghi, tesori d’arte, e stravolto la vita e il futuro, quello prossimo e quello degli anni a venire, di decine di migliaia di persone. Grazie all’immediatezza tipica di un mezzo sempre più “moderno” nonostante l’era Internet, Radio Articolo1 si è collegata ieri con Lorenzo Delli Grotti, a Norcia, e Massimo Girolami, a Macerata, entrambi attivisti Spi Cgil, nel corso della trasmissione “Senior radio” condotta da Paolo Andruccioli. In studio con il giornalista, Lorenzo Mazzoli, responsabile dipartimento organizzazione dello Spi Cgil nazionale.

Lorenzo Delli Grotti racconta in diretta: “Qui è un terremoto continuo e non sappiamo più cosa aspettarci. Sono nato qui e con il sisma ho dovuto convivere sin da piccolo. A causa del sisma la prima casa l’ho persa nel 1971, ma una cosa così violenta e drammatica non l’avevo mai vissuta. Il terremoto ci ha lasciati in vita ma ha distrutto le nostre identità: dalle chiese ai beni culturali, torri, castelli, eremi, conventi… Non si è salvato niente, tranne qualche casa già abbandonata a causa delle scosse che ad agosto hanno distrutto Amatrice e i paesi limitrofi e anche a causa del fatto che a ottobre non c’era certo il flusso turistico dei mesi estivi. Sono accadute cose che, se si guarda la storia delle varie chiese, ti fa capire che un terremoto simile non era accaduto neanche in epoche remote. Mia madre e mia suocera abbiamo dovuto portarle a Roma, ma è stato difficile convincerle a lasciare le proprie case, terremotate fin dal mese di agosto. Ora quelle case sono inserite nella zona rossa. Non riesco a sapere neanche cosa sia accaduto dentro. La mia casa si è, per fortuna, salvata ma le palazzine accanto sono state sventrate. I problemi più gravi riguardano però gli anziani. L’ospedale e il distretto sanitario sono stati evacuati come la residenza sanitaria assistita, quasi del tutto evacuata. Senza questo, agli anziani, inviati verso la costa, manca tutto, compresa l’assistenza primaria. Siamo troppo isolati, ci vorrebbe un ospedale da campo. Le persone hanno bisogno di container. La costa è lontana, lasciare tutto è molto complicato. C’è un problema di assistenza. Mia suocera prende 16 pasticche al giorno ma le farmacie di Norcia sono tutte in zona rossa. Come si fa? Non ci dimenticate ora che arriva l’inverno…”

Massimo Girolami, da Macerata racconta una realtà affatto diversa. “Viviamo una situazione drammatica” dice. “A Matelica hanno bisogno di aiuto. Stiamo in un territorio distrutto. Gli anziani nelle case di riposo sono stati portati via, da domenica le cose sono ancora peggiorate, 1100 scosse in poche ore logorano dentro tutti. Le nostre località sono piene di anziani in difficoltà. Quotidianamente portiamo servizi e assistenza e ci facciamo portatori delle loro richieste. Si vive allo stremo, con l’unica consolazione di ritrovarci tutti vivi”.

Lorenzo Mazzoli fa invece il punto della situazione su impegni e iniziative dello Spi Cgil sul territorio martoriato dalle scosse di terremoto. “Ci siamo mossi immediatamente, sin da agosto, con i nostri riferimenti, sul territorio. Abbiamo pensato di non appesantire la macchina dei soccorsi perché sarebbe stato un errore assumere quel tipo di iniziativa. Ma allo stesso tempo ci siamo fatti carico di una volontà diffusa di essere presenti nella fase emergenziale ma anche in quella successiva. Dopo il terremoto del 24 agosto, oltre ad aver promosso una raccolta fondi insieme a Fnp Cisl e Uilp Uil, abbiamo avuto tutta una serie di incontri con i nostri attivisti sul territorio e insieme al Segretario generale dello Spi Cgil, Ivan Pedretti, abbiamo fatto diversi incontri in tutte le zone interessate dal sisma. Da ultimo proprio a Norcia, il 10 ottobre. Ho ancora le immagini sul mio telefonino della Basilica di San Benedetto e del Comune, perché c’era una particolarità che riguardava la basilica: la parte superiore della facciata si era un po’ girata ma aveva retto al terremoto del 24 agosto. Le macerie del 30 ottobre sono drammatiche perché ciò che sembrava aver resistito dopo l’ultimo terremoto, oggi è una parte devastata, al pari di altre località e paesi che dobbiamo assolutamente ricostruire”.

Il responsabile organizzazione dei pensionati Cgil ricorda: “Già dal mese di agosto, con il primo sisma, abbiamo aperto un filo diretto con le zone terremotate. Abbiamo assunto impegni concreti, in particolare la consegni di mezzi di locomozione, che abbiamo mantenuto. Oggi, ancora di più dopo il terremoto di pochi giorni fa, siamo impegnati a tenere continuamente viva l’attenzione sulle condizioni dei terremotati attraverso atti concreti di solidarietà. Ora non servono le parole, occorrono atti concreti. Dobbiamo continuare, non solo noi, ad ascoltare quotidianamente le voci che arrivano da questi territori. Perché occorreranno mesi per passare dal disastro attuale a una condizione più normale”.