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I due sogni

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Descrizione

Gigliola, Augusto, la fabbrica e la differenza di classe. Lei figlia di commercianti lombardi è impiegata nella fabbrica dove Augusto, figlio di emigranti dal Sud lavora nel reparto verniciature. Operai e impiegati sono separati anche quando vanno nelle rispettive mense. L’unico posto in cui si mescolano è il parcheggio dove si arriva e si esce dal lavoro. Se il padre di Gigliola sogna per la figlia un futuro da moglie di dirigente, con figli, auto e vacanze estive, Augusto vive di più alla giornata. Non potrebbero essere più diversi ma alcune circostanze e fortuiti incontri fanno accendere la passione uno per l’altra. Tra i due è Gigliola quella più in crisi: sposando Augusto, scenderebbe il gradino della sua classe sociale media, rifiutando quel rapporto cancellerebbe la passione per la vita per il bilancino dell’appartenenza sociale e della parvenza borghese.

RECENSIONE di Alfio Squillaci su “I due sogni” su “GLI STATI GENERALI” www.glistatigenerali.com

La bellezza del racconto lungo di Luca Lezziero consiste anzitutto nella precisione con cui lo scrittore osserva fatti, luoghi e ambienti: la fabbrica dell’hinterland milanese, gli interni piccolo-borghesi, la provincia lombarda, gli spazi sociali rigidamente separati di un’Italia che, all’inizio degli anni Settanta, è ancora lontana dal passaggio dalla società industriale-operaia a quella del benessere diffuso, del terziario e della Information Technology: la nostra.

[…] È qui che I due sogni acquista il suo significato più ampio del titolo (ma quello dato da Lezziero era proprio più sobriamente e pertinentemente La scelta a cui il suo racconto ha dovuto  rinunciare per duplicazione con altro   concorrente), I due sogni dicevo  non sono semplicemente i due uomini fra i quali Gigliola è chiamata a scegliere: sono due immagini dell’esistenza, due promesse di felicità, due forme di futuro. Da una parte il desiderio, la vitalità  o meglio quella carica  libidica che usualmente e genericamente chiamiamo amore e persino la precarietà ma la sicurezza dell’eros; dall’altra il Nord, la sicurezza economica, il riconoscimento sociale, la rispettabilità conquistata a prezzo di una rinuncia. Lezziero riesce a raccontare questa materia senza trasformarla in una tesi sociologica, perché la include nei corpi, nei dialoghi, nei gesti, negli ambienti e soprattutto nelle esitazioni della protagonista. È questo, a mio avviso, il pregio maggiore del racconto: una storia sentimentale apparentemente semplice diventa progressivamente una piccola anatomia dell’Italia degli anni Settanta, quando la distanza fra Nord e Sud, fra fabbrica e palazzina, fra lavoro manuale e lavoro intellettuale non era ancora soltanto una differenza economica, ma una vera differenza antropologica […].

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Informazioni aggiuntive

Autore

Luca Lezziero

Pagine

76

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