Manca davvero poco per conoscere il vincitore della ventesima edizione del Premio Letterario LiberEtà. Mercoledì 12 dicembre alla Casa del Cinema di Roma verranno premiati i tre finalisti insieme a quelli del concorso di cortometraggi Spi stories, quest’anno dedicato al tema della globalizzazione. A condurre l’evento sarà Neri Marcorè. Sul palco si avvicenderanno i finalisti insieme ai componenti delle due giurie.

Un compleanno importante, per il Premio Letterario: venti anni di racconti, storie, volti e vite. Il 12 dicembre non saranno presenti solo i finalisti di questa edizione e alcuni prestigiosi ospiti, ma idealmente saranno con noi più di mille donne e uomini, autori di altrettanti diari, che lungo i vent’anni del premio hanno raccontato come i grandi eventi della storia e i cambiamenti epocali della nostra società siano passati sulle loro vite e li abbiano spinti dalla parte opposta dell’indifferenza».

Due decadi sono un tempo lungo per un’iniziativa come quella promossa dallo Spi Cgil e dalla nostra casa editrice, e allo stesso tempo rappresentano un bel viatico, e una bella responsabilità, per il futuro. «Dalla scuola alla fabbrica; dai viaggi degli emigranti italiani alla lotta contro la dittatura fascista e l’invasione nazista; dalle vite di chi lavora in mare a coloro che invece erano contadini; da chi ha assistito gli anziani nelle case di riposo a chi ha incontrato Mao Tse Tung – ricorda il presidente del Premio Letterario Gaetano Sateriale – il filo comune a ogni testo che ha partecipato al premio, a ogni storia raccontata, è che dinanzi a grandi e piccole scelte nessuno degli autori si è tirato indietro. Ognuno ha sentito quanto sia importante la responsabilità di dare un pezzo della propria vita per gli altri e lo ha voluto testimoniare scegliendo la chiave del racconto autobiografico e del diario».

Un patrimonio immenso che LiberEtà custodisce nel prestigioso Archivio Diaristico di Pieve Santo Stefano dove anno dopo anno vengono raccolti tutti i racconti che partecipano al concorso.  «L’Archivio di Pieve– ricorda Alba Orti, segretaria nazionale dello Spi Cgil che, insieme a tutta la segreteria dei pensionati Cgil, diede vita al Premio – raccoglieva diari di ogni genere e promuoveva un concorso annuale; noi scegliemmo una chiave di lettura più circoscritta, legata al lavoro e all’impegno politico, sociale e sindacale. Pensammo fosse questo il modo per riaffermare  l’importanza della memoria storica da coltivare come valore e patrimonio collettivo da offrire alle nuove generazioni».

Con il premio LiberEtà lo Spi e la casa editrice, con un impegno che si protrae anno dopo anno, incoraggiano dunque non solo le persone di una certa età ma anche i giovani a scrivere. Chi coltiva ancora la propria memoria può trasmetterla ai nipoti ricordando loro quanto la conquista dei diritti sia costata in termini di sacrifici, anche molto duri. Compito difficile, ma anche gratificante quando i ricordi prendono forma nei libri.

E poi c’è Spi Stories, per raccontare il mondo con una telecamera. Nell’era dell’immagine e della generazione dei nativi digitali, nel 2011 il Sindacato pensionati italiani della Cgil invitava per la prima volta registi giovani, e meno giovani, a partecipare al concorso di corti Spi stories. Il tema proposto per quella prima edizione era Radici, con attenzione alla memoria e alla solidarietà tra generazioni. In quella prima edizione i cortometraggi di Spi stories, come giovani germogli fiorivano accanto alla rassegna di film “Cinema e socialità”, promossa a Pergine Valdarno, sotto la guida di un presidente di giuria del calibro di Ettore Scola. Sette anni dopo, il concorso, giunto alla sesta edizione, propone il tema della “gobalizzazione”. I corti arrivati quest’anno sono più di quattrocento, da ogni parte del mondo. Anche loro verranno premiati alla Casa del Cinema.

L’appuntamento è per mercoledì 12 dicembre alle ore 15 in Largo Marcello Mastroianni.

I FINALISTI DEL PREMIO LETTERARIO

La bella Sulamita di Renato Gorgoni.
RENATO GORGONI è nato a Napoli nel 1927. Una vita tra le parole come giornalista per l’Unità, il Corriere della sera e il Manifesto; come poeta per la storica collana Lo Specchio di Mondadori; come traduttore per la Rizzoli, chiamato dallo scrittore Luciano Bianciardi. Ha vissuto a Napoli, Roma, Milano ma anche in Inghilterra dove ha lavorato per la Bbc. Dagli anni Novanta vive in Toscana con la moglie Alison.

Nati prima di Anna Maria De Lena Pavcovich 
ANNA MARIA DE LENA PAVCOVICH nasce a Bolzano ottant’anni fa. Una vita intera vissuta con gli anziani come assistente geriatra. Militante dell’Udu prima, del Pci poi. Due anni fa ha smesso di lavorare e negli ultimi mesi si è dedicata alla scrittura del suo quarto libro. Si definisce un’anticonformista, ama la natura, gli animali ma non la tecnologia, che definisce “diavoleria della modernità”. È una volontaria dell’Auser.

I fatti del ’54 di Ania Pignatti 
ANIA PIGNATTI è nata nel 1954 a Crevalcore in provincia di Bologna dove vive tuttora. Da sempre iscritta alla Cgil e militante dell’Udu. Ha lavorato per quarantadue anni come perito agrario prima, impiegata poi. Dal 2015 è in pensione ma continua a mantenersi attiva. Le ore del mattino sono le sue preferite e le dedica all’attività sportiva o alla scrittura. Ha deciso di scrivere per trasmettere ai nipoti un patrimonio di conoscenze ed esperienze preziose.

I FINALISTI DI SPI STORIES

Mon amour mon ami di Adriano Valerio 
ADRIANO VALERIO Nato nel 1977 a Milano, si è laureato in giurisprudenza. Ha studiato cinema con Marco Bellocchio e poi a Parigi presso l’École internationale de création audiovisuelle et de réalisation, dove ora insegna regia e analisi del film. Il cortometraggio “Mon amour mon ami” è stato presentato alla Mostra del cinema di Venezia nel 2017 e al Festival di Toronto.

Buonanotte di Caterina De Mata
CATERINA DE MATA Nata a Roma nel 1986, si è laureata nel 2009 in industrial design e comunicazione multimediale. A Roma ha fondato lo studio L&C che ha realizzato cortometraggi animati e sperimenta nuovi modi di comunicare. Dal 2015 lavora anche come new media manager.

Sìdera di Giuseppe Campo, Shira Herreman e Pietro Taronna
GIUSEPPE CAMPO
di Sciacca (Agrigento), SHIRA HERREMAN, milanese, PIETRO TARONNA, di Monza, sono tre giovani, poco più che ventenni, che frequentano il Centro sperimentale di cinematografia della Lombardia, sotto la direzione artistica di Maurizio Nichetti.

Per informazioni: multimedia@libereta.it