Mentre il documento di economia e finanza dell’Italia è al vaglio dell’Europa, il sindacato dei pensionati della Cgil si scaglia contro il Governo. Non è chiaro ancora come si intenda intervenire sulle pensioni ma quel che è certo è che un contributo di solidarietà non sarà sufficiente a trovare le risorse che servono. Per questo all’orizzonte si profila la possibilità di bloccare nuovamente la rivalutazione delle pensioni.

Si tratterebbe di bloccare il meccanismo per cui le pensioni vengono adeguate all’aumento del costo della vita (meccanismo che consente all’assegno pensionistico di mantenere inalterato il proprio potere d’acquisto negli anni). La situazione mette in allarme i pensionati. “Ancora una volta la rivalutazione delle pensioni viene messa sotto attacco per una pura operazione di cassa. Il governo mette così le mani nelle tasche dei pensionati e presenta loro il conto della manovra finanziaria”. Lo dichiara il Segretario generale dello Spi-Cgil Ivan Pedretti intervenendo sulla legge di bilancio presentata in questi giorni.

Già in passato la rivalutazione è stata bloccata: la Fornero, infatti, dispose il blocco della perequazione nel 2012 e 2013 per le pensioni di importo superiore a tre volte il minimo Inps, ossia per gli assegni più alti di 1.450€.

“Il contributo di solidarietà sulle cosiddette pensioni d’oro – continua Pedretti – è solo uno specchietto per le allodole perché è noto a tutti che in questo modo si portano a casa pochissime risorse. L’obiettivo è piuttosto quello di sterilizzare e modificare il sistema di rivalutazione per quelle medio-basse. Non ci vedo nessuna equità in questa operazione – conclude Pedretti – e nemmeno nessun segno di cambiamento, visto che lo hanno già fatto altri in passato. Si fermino ed evitino di produrre un ulteriore danno verso pensionati e pensionati che hanno lavorato per una vita e che hanno versato i contributi”.