Pensioni, i soldi recuperati che migliorano la vita

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“Signora io non so come ringraziarla, davvero non potevo credere che fosse possibile”. Con le lacrime agli occhi e il volto sorridente Franca, a fine febbraio, pochi giorni prima del lockdown, è andata a ringraziare di persona gli attivisti del sindacato dei pensionati Cgil di Genova per averle fatto recuperare diecimila euro di assegni familiari.

Tutto inizia un anno fa. Franca, 85 anni, va nella lega Spi centro est di Genova per farsi stampare il Cud. È tempo di 730 e ha bisogno della documentazione per fare la sua dichiarazione dei redditi. Linda, attivista dello Spi Cgil, le consegna tutto e poi, con il fare amichevole ed empatico che la contraddistingue, si mette a chiacchierare con un unico obiettivo: capire se c’è qualcosa di utile che lo Spi possa fare per la signora Franca.

Franca le racconta un po’ la sua vita, il lavoro, il matrimonio e il figlio disabile. A trent’anni è diventata una ragazza madre, “una scelta coraggiosa per l’epoca. Suo figlio ha avuto problemi psichici sin da bambino”, ci racconta Linda. Per molto tempo Franca se n’è presa cura da sola. Poi suo figlio è cresciuto, è andato a lavorare al Comune, ma poi è peggiorato e Franca ha dovuto chiedere aiuto. “Poi, purtroppo, è arrivato il momento di ricoverarlo in una struttura. In casa non poteva starci più, aveva bisogno di un aiuto medico continuativo”, ci dice Linda un po’ commossa. A quel punto a Linda è venuto in mente che Franca avrebbe dovuto avere diritto agli assegni familiari. Ma lei non ne aveva mai saputo nulla. Men che meno della possibilità di recuperare cinque anni di arretrati. “Dovevo convincerla a farne richiesta. Lei non voleva. Ma era un suo diritto”. Franca non era molto convinta. “Guardi Linda lo faccio più per lei che per me”.

Poi quando sono arrivati i soldi, nella signora Franca è esplosa la felicità. Pochi giorni fa ha chiamato ancora una volta la lega Spi, per ringraziare ancora. Ora è a Salsomaggiore, per la riabilitazione dopo un intervento all’anca. “Quando ci siamo sentite al telefono era ancora incredula e ci ha detto che era contenta di aver potuto ricevere quel supporto economico per affrontare al meglio l’operazione e la riabilitazione”, racconta Linda.

Un aiuto concreto, di cui spesso tante persone non conoscono nemmeno l’esistenza. Per questo vale la pena fare il controllo della pensione, proprio per capire se ci siano quei cosiddetti “diritti inespressi”, ovvero prestazioni o somme di cui il pensionato ha diritto ma di cui deve fare espressamente richiesta affinché l’Inps le eroghi. Sul sito pensionati.it tutte le istruzioni su come fare. 

Quella di Franca è una storia a lieto fine, come ce ne sono tante per fortuna. “Sette anni fa ho preso in carico una famiglia con tre figli invalidi. Nell’arco di quattro anni, la mamma ha potuto recuperare ben cinquantamila euro”. Linda lo dice davvero felice. Felice di sentirsi utile, felice di poter dare il proprio contributo alla vita di tante persone che ne hanno bisogno.