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Assistenza domiciliare anche per i disabili che hanno una pensione da lavoro e non solo quella sociale. Accade a Palermo dove fino a poco tempo fa il servizio di assistenza domiciliare del Comune era riservato solo ai disabili che percepivano la pensione sociale.

Ora invece si può accedere al servizio se si percepisce un reddito annuo di 9.748 euro. Si tratta cioè della soglia di povertà assoluta stabilita dagli indici Istat. A chiedere la modifica sono stati i sindacati dei pensionati Spi Cgil, Fnp Cisl e Uilp Uil.

Il Comune voleva inizialmente considerare i requisiti minimi previsti dal Rei, il reddito di inclusione, ovvero 6mila euro annui. Troppo poco però, secondo i sindacati, perché le pensioni da lavoro oscillano tra i 7200 e i 10mila euro annui e dunque con la soglia fino a 6mila euro sarebbero state escluse tantissime famiglie con redditi comunque molto bassi, negando di fatto il servizio a un’ampia fascia di pensionati.

La definizione della nuova soglia è considerata un buon risultato dai sindacati che, in dialogo con il Comune, sono riusciti a tutelare tanti anziani in difficoltà. “Le condizioni vissute da tantissimi pensionati nel nostro territorio sono di vera e propria povertà e l’assistenza domiciliare è un servizio essenziale che va garantito a tutti coloro che ne hanno bisogno”, hanno dichiarato i rappresentanti di Spi, Fnp e Uilp.