Finalmente una legge sulla non autosufficienza. A prevederla, come abbiamo raccontato nei giorni scorsi, è il Piano nazionale di ripresa e resilienza. I sindacati dei pensionati di Cgil, Cisl e Uil ieri hanno incontrato i Ministri del Lavoro Andrea Orlando e della Salute Roberto Speranza per fare il punto. L’obiettivo per i sindacati è partecipare alla scrittura della legge quadro. 

“Nel Pnrr c’è scritto nero su bianco l’impegno del governo a definire una legge nazionale sulla non autosufficienza, come chiedevamo da tempo. Ora quella legge va scritta”, dicono i segretari generali di Spi Cgil, Fnp Cisl e Uilp Uil Ivan Pedretti, Piero Ragazzini e Carmelo Barbagallo. 

“È positivo che Il Pnrr abbia fatto propria la nostra proposta di una legge quadro per le persone non autosufficienti, ma la sua approvazione deve avvenire adesso e non a fine legislatura nel 2023″, hanno detto al termine dell’incontro. “Se questa è davvero la sfida per il welfare, il fattore tempo è determinante”.

Per i sindacati dei pensionati la riforma deve affrontare in maniera coordinata i diversi bisogni che scaturiscono dalle conseguenze dell’invecchiamento della popolazione finalizzato ad offrire le migliori condizioni per mantenere la massima autonomia possibile.

“Le misure contenute nel Pnrr possono gettare, infatti, le basi per la definizione di una legge nazionale che fissi i livelli essenziali delle prestazioni e assicuri servizi e sostegni adeguati e uniformi su tutto il territorio nazionale, legge che era da lungo tempo invocata e rivendicata dalle nostre Organizzazioni sindacali” , avevano spiegato i sindacati la settimana scorsa non appena il Piano è stato presentato.

Ma il nodo cruciale resta quello delle risorse. “Le risorse del welfare socio sanitario per la non autosufficienza, previste dal Pnrr, non sono sufficienti rispetto al fabbisogno stimato per un primo pacchetto di interventi (dai 7,5 ai 9 miliardi di euro), considerando che vanno resi strutturali i finanziamenti per le indispensabili assunzioni di personale”, hanno chiarito ieri dopo aver visto i ministri Orlando e Speranza.

Resta fondamentale per Spi Cgil, Fnp Cisl e Uilp Uil occuparsi della condizione di non autosufficienza delle persone anziane, in particolare attraverso il rafforzamento dei servizi sociosanitari territoriali e dell’assistenza domiciliare, lo sviluppo di nuove tecnologie come la telemedicina e la riforma delle Rsa.
L’obiettivo è evitare che gli anziani vengano ospedalizzati. La pandemia infatti ha reso manifeste tutte le criticità di un sistema esclusivamente fondato sugli ospedali. Bisogna garantire che la casa sia il primo luogo della cura e di favorire il più possibile la loro autonomia e indipendenza.

A conclusione dell’incontro di ieri, i sindacati hanno ribadito che va garantito in tutto il territorio nazionale un unico riferimento che accolga e prenda in carico il bisogno, evitando rimpalli tra diversi uffici di diverse istituzioni. Inoltre bisogna trovare un raccordo con un’altra importante legge quadro: quella per la disabilità.

Nei prossimi giorni proseguirà il confronto sia per le questioni politiche che per gli aspetti tecnici con i ministeri, la Conferenza delle Regioni e l’Anci.