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Ci troviamo in un momento cruciale per gli anziani. In tanti, troppi, se ne sono andati con il Covid. Chi è rimasto spesso ha trovato tanta solitudine, poca assistenza domiciliare, servizi carenti.

Le questioni sul campo della non autosufficienza sono molteplici. Una legge quadro è in arrivo, secondo quando previsto dal Piano nazionale di ripresa e resilienza. I sindacati dei pensionati di Cgil, Cisl e Uil vigilano e hanno avviato un confronto con il governo per condurre in porto questo importante risultato, da anni reclamato a gran voce.

Quando si parla di non autosufficienza si parla anche di domiciliarità, ovvero del diritto di invecchiare a casa propria, diritto per il quale il sindacato dei pensionati della Cgil si batte da anni, anche con la contrattazione territoriale e con iniziative di riflessione come quella che si è svolta ieri a Bari dal titolo Abitare e Domiciliarità, quando invecchiare a casa è meglio.

La domiciliarità riguarda anche tanti anziani che non sono ancora non autosufficienti ma che hanno bisogno di assistenze e di cure. Pensare a un modo per ritardare il più possibile la loro ospedalizzazione vuol dire innanzitutto difendere il diritto di vivere a casa propria e garantire una vecchiaia dignitosa, ma significa anche non gravare troppo sul sistema sanitario nazionale con i costi elevatissimi che un’ospedalizzazione comporta. Oggi però non è sempre facile trovare alternative domiciliari all’ospedale.

L’iniziativa pugliese ha coinvolto il segretario generale del sindacato pensionati Cgil Ivan Pedretti, quello dello Spi regionale Gianni Forte, Pino Gesmundo segretario generale della Cgil Puglia, Giuseppe Zichella amministratore unico di Arca Puglia centrale, Pasquale Chieco sindaco di Ruvo e delegato di Anci Puglia, l’assessora al welfare della Regione Rosa Barone, l’assessore regionale al bilancio Raffaele Piemontese e Carlo Moccia, docente di educazione architettonica e urbana al Politecnico di Bari.

L’incontro ha fatto emergere la necessità di riformare il sistema delle Rsa, e quella di risolvere le criticità del sistema socio-assistenziale. La domiciliarità gioca un ruolo di primo piano. Anche per questo lo Spi Cgil della Puglia ha sollecitato Regioni, Comuni, Arca (ex Iacp) a mettere in campo nuove politiche per l’abitare degli anziani, per promuovere una diversa idea di vecchiaia.

Si tratta di attuare nuove politiche abitative a favore degli anziani per garantire loro assistenza ma anche la possibilità di socializzare e vivere in una dimensione comunitaria. Per farlo bisogna ripensare anche il patrimonio abitativo esistente. Ma vanno ripensate anche le città e le periferie.

L’obiettivo è quello di assistere al meglio le persone non autosufficienti da una parte e di promuovere un buon invecchiamento a tanti anziani che possono ancora stare a casa se curati adeguatamente e se inseriti in un contesto di solidarietà e di sostegno più ampio.