Memoria viva: quando il passato diventa l’impronta del futuro

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Il progetto “Memoria Viva” non è stato un semplice ciclo di lezioni frontali, ma un vero e proprio «attraversamento collettivo della storia e del presente».

Il progetto, nato dalla collaborazione tra la Rete degli studenti medi, lo Spi Cgil di Ascoli Piceno, l’Isml (Istituto provinciale per la Storia del Movimento di Liberazione nelle Marche), l’Anpi e l’Auser, si era posta l’ambizioso obiettivo di costruire un ponte intergenerazionale capace di trasmettere i valori della Resistenza alle nuove generazioni. Inserito nella 21° edizione del concorso nazionale “L’Anziano si racconta”, il percorso ha coinvolto gli studenti del triennio delle scuole superiori del territorio piceno, un’area insignita della Medaglia d’oro al valor militare per il suo contributo alla lotta partigiana.

Educazione tra storia e cittadinanza

Il cuore pulsante del progetto risiede nella sua capacità di interpretare la memoria come uno strumento attivo e necessario. In un’epoca dominata dalla velocità dei social media e da forme di “persuasione occulta” che possono silenziare o illudere il concetto stesso di libertà, “Memoria Viva” ha proposto una riflessione critica sulla democrazia e sull’antifascismo come necessità quotidiane. Il programma si è articolato in diverse fasi: incontri introduttivi dedicati al concetto di libertà e all’impatto della tecnologia, seguiti da momenti di confronto diretto con i rappresentanti dello Spi Cgil e la visione di testimonianze di partigiani locali. Gli studenti sono stati chiamati a una fase laboratoriale di ricerca, raccogliendo memorie da familiari o anziani del territorio, trasformandole poi in produzioni narrative, grafiche o podcast. Tra gli elaborati prodotti, molti lavori originali. Una canzone inedita intitolata proprio “Memoria Viva”, composta dalla classe quinta dell’Istituto di Ragioneria, la creazione di un podcast, l’ideazione di totem informativi da posizionare nelle vie cittadine (come Via 3 Ottobre) per spiegarne il significato storico e gli scontri partigiani avvenuti in quei luoghi, spesso ignorati dai passanti. Un progetto del locale Liceo Artistico (indirizzo architettura) per ridisegnare il giardino esterno della scuola a tema.

L’intero progetto e gli elaborati prodotti sono stati presentati presso l’Hotel Calabresi, lo scorso 19 aprile, nell’ambito della premiazione dell’“Anziano racconta”.

La scoperta di una radice comune

Le valutazioni emerse dalla Rete degli studenti medi di Ascoli Piceno, San Benedetto del Tronto e delle Marche offrono uno spaccato profondo sull’impatto emotivo e civile del progetto. Per i ragazzi, «entrare in contatto con la storia della lotta partigiana ha significato innanzitutto “restituire profondità” a luoghi quotidiani, come sentieri e montagne, che spesso venivano attraversati dai passanti senza conoscerne il passato di sacrificio e coraggio».

«La Resistenza – dicono ancora gli studenti – non è un evento concluso, ma un’eredità viva. I valori del 1945 sono in continuità diretta con battaglie che ci riguardano: la lotta per un lavoro dignitoso contro lo sfruttamento, la difesa di un’istruzione accessibile, la parità di genere e la libertà di autodeterminazione sui propri corpi». Il progetto ha trasformato le classi in “spazi di confronto autentico”, dove il dubbio e la messa in discussione sono stati accolti come elementi di forza per un dialogo reale e mai superficiale.

L’incontro tra generazioni: un modello da coltivare

Il valore più profondo di “Memoria Viva” è emerso nel rapporto tra i giovani del sindacato studentesco e i pensionati dello Spi Cgil. Nonostante le differenze di linguaggio e sensibilità, si è creata una «vicinanza straordinaria», dice il segretario generale dello Spi Cgil regionale, Massimo Girolami. Per il sindacalista, il progetto ha avuto un «successo straordinario, dando vita a idee che sono in grado di raccogliere, in modo innovativo, il valore della memoria».

I più giovani hanno trovato nelle testimonianze degli anziani una radice concreta per leggere il presente, mentre i pensionati hanno potuto confrontarsi con nuove domande e urgenze sociali. In questo scambio autentico, «nessuno insegnava soltanto e nessuno imparava soltanto», osserva Girolami. Il risultato finale è la consapevolezza che le generazioni non sono mondi separati, ma parti di uno stesso percorso. Anche un podcast (https://canva.link/sxhpaw940i5o2kr) racconta ed esprime quanto questo contatto tra generazioni, apparentemente lontane, sia diventato una vera fusione su valori condivisi.

Piccolo spoiler: la canzone “Memoria viva” è riuscita talmente bene che potrebbe diventare la colonna sonora degli eventi dello Spi regionale.

Per ascoltare la canzone “Memoria Viva” cliccate qui.