Manovra, Scacchetti (Spi Cgil): «Basta bonus, agli anziani servono diritti e servizi»

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La segretaria generale dello Spi Cgil critica la Carta Anziani: 300 euro per gli over 75 con redditi fino a 28mila euro. «Appena 82 centesimi al giorno, mentre si impoverisce la sanità pubblica e si tagliano le risorse per la non autosufficienza».

«Questa legge di bilancio aggrava i problemi sociali del Paese e non dà risposte ai bisogni delle persone. Non risponde ai giovani, ai lavoratori e, per quanto riguarda gli anziani, introduce misure che riteniamo vergognose». È netta la posizione di Tania Scacchetti, segretaria generale dello Spi Cgil, che interviene sulla manovra e sulle misure previste per la popolazione anziana, a partire dalla cosiddetta Carta Anziani.

«Dopo il taglio della perequazione – sottolinea Scacchetti – ecco presentata come risposta ai bisogni sanitari la Carta Anziani: 300 euro per gli over 75 con un reddito fino a 28mila euro, destinati all’acquisto di beni e prestazioni sanitarie. Parliamo di appena 82 centesimi al giorno: una cifra del tutto insufficiente a rispondere ai bisogni reali delle persone e che rischia, invece, di alimentare ulteriormente il ricorso alla sanità privata».

A preoccupare il sindacato è anche la diversa distribuzione delle risorse. «A fronte di una spesa di 1,6 miliardi di euro per questo bonus, il Fondo nazionale per la non autosufficienza vale 1,3 miliardi. Una scelta che evidenzia le priorità di questa manovra, mentre si continua a impoverire la sanità pubblica e a non destinare risorse adeguate alla non autosufficienza». Da qui la richiesta dello Spi Cgil di cambiare prospettiva e mettere al centro i bisogni concreti delle persone anziane: «Gli anziani hanno bisogno di diritti, di servizi adeguati che siano in grado di prendere in carico i bisogni delle persone, non di mance», conclude Scacchetti.