Tutti insieme contro il pregiudizio. È quanto accade a Talsano, quartiere tra i più popolosi di Taranto, dove i destini di un allenatore, di un gruppo di giovani calciatori migrati dall’Africa, di una intera comunità, e del sindacato, si sono incrociati su un campo di pallone.
Ne è nata una storia di solidarietà, raccolta oggi in un libro dal titolo Il nostro campo Libero. La storia della Talsano Africa United, di Marina Nocella e Valerio de Filippis, edito dalla casa editrice Liberetà. Il volume verrà presentato a Lecce giovedì 16 maggio, alle ore 19,00, presso la Sala conferenze di Palazzo Vescovile. L’evento si svolgerà all’interno della V edizione di Sabir, Festival diffuso delle culture mediterranee, promosso da Arci, Acli, Caritas e Cgil.
All’appuntamento interverranno Ivan Pedretti, segretario generale del Sindacato pensionati italiani, Gianni Forte, segretario generale dello Spi Cgil Puglia, Dante Capriulo, dirigente della Asd Talsano, Sally Kane, responsabile ufficio per le Politiche dell’immigrazione Cgil e, con una loro testimonianza, anche i protagonisti della vicenda. L’incontro sarà moderato dall’attore Antonio Stornaiolo.

La storia
Un gruppo di giovanissimi migranti, con la passione del calcio, incrocia in maniera fortuita un allenatore, una serie di persone di buona volontà e gli attivisti dello Spi Cgil Puglia, che li fornisce di borse, divise, e scarpini. Quei ragazzi che giocavano a piedi scalzi sui campi sterrati, adesso rappresentano i colori sociali, biancoverde, del popoloso quartiere tarantino (Talsano) che li ha accolti e che loro, con orgoglio, cercano di onorare in ogni partita. Con la Talsano Africa United lo sport mostra il volto bello dell’accoglienza e dell’integrazione; il Sindacato pensionati della Cgil sperimenta modalità nuove per tenere insieme l’esperienza intergenerazionale e la multiculturalità, per respingere discriminazioni e odio, per accrescere i valori di solidarietà, da sempre patrimonio della Cgil; i ragazzi, i cui sogni corrono dietro a un pallone, possono finalmente ricordare e raccontare ciò che hanno lasciato quando sono partiti dalle loro case e l’Odissea vissuta prima di raggiungere le coste dell’Italia.