“La tecnologia che fa bene alle persone”. Il Convegno dello Spi Cgil

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Nel Pnrr ci sono le risorse per la sanità digitale e territoriale, ma occorre una riforma complessiva che tenga conto dei bisogni e delle competenze. Il ministro Speranza: in due anni, abbiamo incrementato il Fondo nazionale di dieci miliardi e investito su medici e infermieri. Il segretario dei pensionati della Cgil Pedretti: innovazione e digitalizzazione servano ad anticipare le cronicità e a sostenere la socialità.

Un dibattito a tutto campo, in cui il ministro della Salute Roberto Speranza ha assicurato che «una parte consistente delle risorse del Pnrr saranno investite per implementare la sanità territoriale e quella digitale. Ma investiremo – ha aggiunto – soprattutto sulle persone e sulle competenze, perché non un singolo strumento ma una riforma di sistema puòcambiare il mondo della sanità».

Un’affermazione che rispondeva a una sollecitazione del segretario generale dello Spi Cgil Ivan Pedretti: «Allargare la sanità territoriale – ha sottolineato Pedretti – comporta una riforma complessiva del welfare, sapendo che lo Stato dovrà continuare a investire sul comparto, anche quando i soldi del Pnrr saranno finiti».

Occasione del confronto, il convegno “SocioTechLab. La tecnologia che fa bene alle persone”, (organizzato dai pensionati dello Spi Cgil) che si è tenuto oggi all’Auditorium di Roma. Molti gli invitati di rilievo. Tra gli altri: il ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi, il filosofo Maurizio Ferraris, gli assessori del lavoro di Lazio ed Emilia Romagna, Claudio Di Berardino e Vincenzo Colla (entrambi provengono dalla Cgil), la rettrice della Scuola superiore Sant’Anna di Pisa, Sabina Nuti, il responsabile del comitato tecnico scientifico Sociotechlab Stefano Casini Benvenuti, oltre al ministro Speranza.

Sociotechlab, lo ricordiamo, è il laboratorio di tecnologie sociali promosso dallo Spi Cgil, in collaborazione con la Scuola Sant’Anna di Pisa e altri istituti universitari, e che avrà tra i compiti di giungere a nuove soluzioni di cura, sul territorio e a casa, partendo dai bisogni delle persone

— ARTICOLO SULLA RICERCA PRESENTATA NEL CONVEGNO: ANZIANI E TECNOLOGIE PER LA SALUTE, UN RAPPORTO COMPLICATO— 

Proprio Speranza ha evidenziato che il Pnrr può essere una “clamorosa” occasione per il paese. «Veniamo da due anni difficili, la pandemia ha stravolto le nostre esistenze. Ora abbiamo l’opportunità di trasformare una crisi in un’opportunità. La salute può diventare il punto di svolta su cui aprire una nuova stagione di investimenti». Speranza ha poi ricordato che fino al 2019, la dotazione del Fondo sanitario nazionale era di 114 miliardi, mentre oggi ammonta a 124 miliardi. «Il Covid ha fatto danni terrificanti, ma ci ha dato anche una nuova consapevolezza sull’importanza che riveste della sanità per la vita delle persone».

«Con questa nuova consapevolezza, siamo riusciti a spostare sul Fondo nazionale circa dieci miliardi in più in due anni», rivendica il ministro.

Speranza ha poi ricordato l’impegno del governo a superare il blocco dei finanziamenti per il personale, anche dal punto di vista normativo. «Una scoperta scientifica – ha aggiunto – in sé non cambia il mondo, è il rapporto con le persone che crea innovazioni stabili. Dobbiamo fare sistema costruendo ricerca di qualità ma anche fornendo strumentazione adeguata al territorio, per salvare la vita delle persone».

Ivan Pedretti ha insistito sulla necessità di avere una visione di insieme del welfare: «Non solo sanità, ma istruzione, ricerca, formazione. Vorrei che l’innovazione e la digitalizzazione anticipassero le cronicità, che servissero non a sostituire la socialità, ma a sostenerla. Quello che serve è anche un grande investimento sulla prevenzione».

«Bisogna intersecare la professionalità con l’uso della digitalizzazione – ha detto Sabina Nuti, direttrice della Scuola superiore Sant’Anna – La sfida sarà portare le nostre eccellenze a casa delle persone».