La guerra è finita. Riflessioni in un mondo in conflitto

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A Scandicci si è tenuta il 9 maggio la giornata conclusiva della due giorni “La guerra è finita. Riflessioni in un mondo in conflitto”, organizzata da Istituto Storico Toscano della Resistenza e dell’Età contemporanea e Spi Cgil Toscana con il patrocinio di Regione Toscana, Comune di Firenze e Comune di Scandicci e il contributo di Unicoop Firenze.

Come dice il titolo si trattava di discutere – a ottanta anni dal 1945 – l’impatto di lungo termine della Seconda guerra mondiale su Italia ed Europa in un momento storico in cui il mondo sembra inesorabilmente scivolare verso nuove, devastanti guerre.

Ieri erano intervenuti tra gli altri il presidente dell’Istituto Vannino Chiti, i docenti universitari Nicola Labanca, Giuliana Laschi e Micaela Frulli, e Giuliano Amato che aveva chiuso la mattinata con una lectio magistralis. Nel pomeriggio si erano succeduti tanti altri ospiti, dalla sindaca di Firenze Sara Funaro, all’assessore regionale Alessandra Nardini, dal presidente dell’Istituto universitario europeo Federico Romero, dai segretari delle tre organizzazioni confederali Rossano Rossi (Cgil), Silvia Russo (Cisl) e Paolo Fantappiè (Uil Toscana) all’Imam di Firenze Izzedin Elzir al Presidente della comunità ebraica, Enrico Fink.

Ad aprire nella seconda giornata i lavori, il presidente della Regione Toscana Eugenio Giani, che ha parlato della fine della seconda guerra mondiale come dell’apertura di una speranza che attraverso la pace consentisse la ricostruzione. Una ricostruzione che avvenne con una partecipazione popolare, uno spirito che coinvolse l’Italia, l’Europa e la rese protagonista poi anche negli anni ’60.

La sindaca di Scandicci Claudia Sereni, in partenza per un viaggio istituzionale a Mauthausen , ha ricordato che “i sindaci giurano su una Costituzione che ci dato ottanta anni di pace”, una condizione di equilibrio che però si sta sgretolando in sotto i nostri occhi e sotto i nostri piedi. Siamo anche felici, ha detto, che Scandicci possa ospitare questa manifestazione in sorellanza con Firenze, perché Scandicci è e rimane una città antifascista.

Il segretario dello Spi Cgil, Alessio Gramolati ha spiegato le ragioni che hanno spinto il sindacato a promuovere un’iniziativa di questo tipo. “Abbiamo voluto far parlare gli storici ma anche i ‘politici’, perché solo partendo dalla storia possiamo comprendere i punti di rottura del presente, ma è la politica che deve dare gambe a politiche per la pace”.

Poi Gramolati ha ricordato l’importanza della partecipazione popolare. “Se abbiamo avuto tanti anni di pace – ha spiegato – è anche perché l’opinione pubblica ha compreso e difeso il valore della pace. Ma prima dell’ultimo conflitto mondiale non era così. Quando Hitler venne in visita in Italia e sfilò per Firenze con Mussolini c’erano 250 mila persone ad accoglierli. Ci fu un uomo però che si oppose: il vescovo della città Elia Della Costa fece chiudere tutte le imposte del vescovado”. Dopo la guerra, “la rinascita della città

La storica Simonetta Soldani (Università di Firenze) ha parlato dell’Italia della primavera del ’45:”La guerra era finita, ma il paese era a pezzi – ha detto – Pochi avrebbero scommesso sul fatto che in una decina d’anni si riuscisse non solo a ricostruire il Paese e ad avviare nuove prospettive i sviluppi, ma a fare dell’Italia un promotore delle prime norme e istituzioni dei una Europa democratica e solidale”.

Riccardo Saccenti (Università di Bergamo) ha ricostruito il processo dopo la fine della guerra di costruzione dell’Europa come soggetto politico. Il giornalista e scrittore Alberto Negri (in collegamento), ha sostenuto che il conflitto in Ucraina è “chiaramente coloniale”, così come quello che Israele sta attuando contro i palestinesi. “Mi chiedono spesso: come vedi il futuro dell’Europa? – ha aggiunto – Non vorrei vedere da vecchio quello che hanno i visto i miei genitori. Assistiamo ai conflitti in Medio Oriente, in Ucraina, in Africa, ma non vedo il protagonismo dell’Europa che non ha nominato un emissario per la guerra in Ucraina né uno per Gaza. Le narrazioni che hanno sostenuto l’unità dell’Europa e la pace nel continente sembrano dimenticate”.

“Senza memoria non c’è futuro – ha affermato l’abate di San Miniato al Monte Don Bernardo Gianni –Senza ricordare non c’è apertura al domani. È un’iniziativa che apre il nostro presente alla possibilità di qualificarsi possibilmente sempre di più con la cultura della pace”.

Il responsabile relazioni esterne di Unicoop Firenze, Claudio Vanni ha ricordato l’importanza delle case del popolo, delle camere del lavoro e degli spacci cooperativi subito dopo la guerra, tre realtà che si sarebbero occupate di diritti, di cibo e di associazionismo”. Vanni ha poi denunciato le politiche di Israele: “Abbiamo raccolto – ha spiegato – 42 tonnellate di cibo per la popolazione di Gaza. Quante ne sono arrivate? Nemmeno una, perché Israele blocca l’accesso di cibo, acqua e medicine diretta alla popolazione civile”. Infine è intervenuta la segretaria nazionale dello Spi, Tania Schacchetti che ha toccato vari argomenti. La memoria che “non deve essere un museo” ma servire al presente e al futuro. Il rapporto con le nuove generazioni: non deve essere a senso unico, ma vanno ascoltate. Schacchetti ha anche ricordato il tentativo della destra di cancellare la memoria della Resistenza, sminuita o accomunata alle peggiori ideologie della storia. “Non c’è memoria dove c’è revisionismo storico” ha detto.

“A tanti anni dalla fine della guerra – ha continuato – è importante trasmettere i valori di quella lotta di liberazione e l’importanza della fine del conflitto, che per l’Europa e per il nostro Paese è stata fortunatamente l’opportunità di una grande rinascita civile, sociale e morale. Questa memoria ci deve aiutare soprattutto in tempi difficili come quelli dell’oggi, in cui purtroppo la guerra e i conflitti stanno tornando ad essere lo strumento di risoluzione delle controversie. E lo facciamo per affermare principi diversi:  pace, convivenza fra popoli, multilateralismo e necessità di un ritorno della politica politica e la diplomazia”.

Le studentesse Silvia Farina e Allegra Mancini hanno presentato il video “Costruttori e costruttrici di pace” della Classe VC del Liceo S.S. Annunziata di Firenze. L’iniziativa si è conclusa con lo spettacolo “Dalla finestra del Casone” con l’attrice Daniela Morozzi e la cantautrice Letizia Fuochi, con testi di Roberto Bianchi (Università di Firenze).