Tra gli appuntamenti di cartello promossi a Trame, Festival dei libri sulle mafie giunto alla XIV edizione e che si svolge a Lamezia Terme, c’è stata anche la presentazione del libro-dizionario L’antimafia parola per parola. Conoscere per resistere, frutto della collaborazione tra lo Spi Cgil, sindacato che rappresenta quasi due milioni di pensionati e le ragazze e i ragazzi della Rete degli studenti medi e dell’Unione degli universitari. Pubblicato dalla casa editrice LiberEtà, il volume è stato presentato all’interno di Palazzo Nicotera, esempio di architettura aulica calabrese del Settecento e Ottocento.
Davanti a un pubblico numeroso tra cui spiccava la presenza di tanti giovani, intorno alle parole contenute ne L’antimafia parola per parola. Conoscere per resistere, insieme alla giornalista Tiziana Bagnato, moderatrice dell’incontro, hanno discusso Daniele Piervincenzi (giornalista Rai), Alice Pettinari (Rete degli studenti medi), Carla Pagani (Spi Cgil nazionale) e Claudia Carlino (Segretaria nazionale Spi Cgil). Nel corso della presentazione, dal pubblico sono intervenuti anche Damiano Di Giovanni (Udu) e Gaetano Salvo (Libera).
«Il dizionario – ha affermato Carla Pagani nel suo intervento – nasce con obiettivo di diffondere la cultura della legalità. Rappresenta quindi uno strumento di conoscenza e di diffusione della cultura antimafia» soprattutto in un momento in cui la lotta alle mafie sembra scomparsa dall’agenda politica. Al centro del libro, ha aggiunto Pagani, vive il concetto del “noi”, termine da rilanciare con forza in una società che da decenni si nutre di individualismo.
L’antimafia parola per parola è stato scritto quindi non solo per informare ma come stimolo perché dalla parola si passi ai fatti, all’impegno personale e collettivo. Il volume chiarisce, con lo stile di un dizionario, i termini caratterizzanti le mafie sul piano sociale, politico e culturale, ma a questo aggiunge diverse testimonianze di chi, dal giornalismo al sindacato, dall’associazionismo al volontariato ha scelto di impegnarsi in prima persona nel mondo dell’antimafia sociale. Giovani e anziani, esperti e profondi conoscitori dei troppi mondi mafiosi, hanno realizzato questo lavoro collettivo di grande rigore, cui la ventenne Miriam Balli ha contribuito con le sue illustrazioni.
Nel suo intervento, Alice Pettinari ha raccontato l’impegno delle associazioni studentesche nel campo dell’antimafia e ha ribadito «la necessità di raggiungere sul tema una consapevolezza collettiva», intesa come processo di conoscenza critica a partire dalla scuola. «Il dizionario – ha detto – è uno strumento in più per permettere a studenti e studentesse di portare l’antimafia nelle scuole».
Daniele Piervincenzi, ha invece raccontato la mafia che domina Roma. La mafia dei “palazzi”, quella borghese, «la mafia grigia, al servizio di tutte le mafie, il cui centro è il riciclaggio del denaro. In questo contesto – ha aggiunto – il dizionario rappresenta un lavoro importante perché è uno strumento di conoscenza del linguaggio, e conoscendo il linguaggio si capisce cosa si combatte».
L’iniziativa si è conclusa con l’intervento della segretaria nazionale Spi Cgil Claudia Carlino che ha sottolineato quanto in questo momento storico sia alto il rischio di non comprendere i cambiamenti in atto nelle mafie se si continua a privilegiare letture veloci e superficiali del fenomeno. «Mettere in fila le parole e capire come e perché la mafia sia cambiata», così come fatto nel dizionario, ha ribadito, «aiuta a contrastare l’ignoranza presente sulla mafia attuale e sui suoi metodi di sviluppo».
«Oggi – ha affermato Carlino – si spara pochissimo e quando non si spara vuol dire che si è giunti agli alti piani del potere e che non c’è più bisogno di sparare per governare».










