Firenze, gli sportelli per la non autosufficienza funzionano

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Si chiamano Spi Na, gli sportelli aperti dallo Spi nell’area metropolitana del capoluogo toscano. A sei mesi dalla loro apertura, c’è soddisfazione per i risultati.Al punto che, entro giugno, il sindacato dei pensionati ne aprirà altri quattro a Empoli, Montelupo Fiorentino, Sesta Fiorentino e San Casciano Val di Pesa. 

«Un primo bilancio, a distanza di cinque mesi dall’apertura degli Sportelli Spi-Na nel territorio fiorentino, è sicuramente positivo». A dirlo è Chiara Tozzi, responsabile del progetto promosso dai pensionati della Cgil di Firenze. Le cose vanno talmente bene, che agli otto sportelli già funzionanti, presto se ne aggiungeranno altri quattro a Empoli, Montelupo Fiorentino, Sesta Fiorentino e San Casciano Val di Pesa. Gli altri sono a Firenze città, Bagno a Ripoli, Castel Fiorentino, Campi Bisenzio, Certaldo, Figline Valdarno, Fucecchio e Borgo san Lorenzo. Ma andiamo per ordine. Alla fine dell’anno scorso lo Spi ha deciso di aprire al pubblico otto punti di ascolto e orientamento sulla non autosufficienza in altrettante sedi dell’area metropolitana di Firenze e nell’Empolese Valdarno inferiore, per supportare un bacino potenziale di 28.000 persone non autosufficienti e rispettive famiglie. A distanza di sei mesi, l’organizzazione ha promosso, con un report, un primo bilancio delle attività degli sportelli da cui emergono dati interessanti.

I risultati della ricerca. Su 200 persone, quasi tutti familiari, che si sono rivolti agli sportelli, circa un terzo non conosceva assolutamente il percorso da intraprendere per il riconoscimento dello status di “non autosufficiente”. «Per molti – spiega Tozzi – circa la metà, è stato avviato anche il percorso per Invalidità e Handicap, valutando anche e sopratutto le forme di aggravamento avvenute nel tempo. Le informazioni che vengono fornite agli sportelli riguardano inoltre la pratica per l’amministratore di sostegno, quali prestazioni sanitarie sono fornite dalle Società della salute, l’ente della Regione Toscana presente in distretto sanitario, che ha lo scopo di integrare i servizi socio sanitari, e inoltre un ruolo di accompagnamento nelle pratiche dell’Home Care Premium, nonché l’accesso ai contributi predisposti dai singoli Comuni».

Non solo passaparola. Ma in che modo gli utenti sono arrivati a conoscenza degli sportelli? «Oltre al passaparola e le iniziative pubbliche sul territorio – spiega la responsabile del progetto – , grazie soprattutto a una grande campagna informativa sui quotidiani della provincia di Firenze, sui social ed anche dalle stesse Camere del lavoro, nonché Patronato Inca e Caaf Cgil che avviano le persone ai nostri sportelli». La collaborazione con Inca e Caaf è preziosa naturalmente per gli aspetti previdenziali e fiscali collegati alla non autosufficienza.