“È ancora primavera”: la legalità sale sul treno

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Lo scorso venerdì 18 settembre al Teatro San Marco di Vicenza è andato in scena È ancora primavera, spettacolo dedicato alla legalità scritto da Carlo Albè e diretto da Riccardo Vannelli, promosso da Spi Cgil Nazionale e Spi Cgil Vicenza. Al centro, il contrasto alla mafia: le vittime dimenticate troppo in fretta, le donne e gli uomini che hanno lottato fino all’ultimo momento della loro vita contro uno dei mali più grandi della nostra società. Temi pesanti, affrontati però con un registro leggero. Perché È ancora primavera non è uno spettacolo che alza la voce, non spiega, non indica colpevoli. Racconta.

Dentro uno scompartimento

La scena è una carrozza ferroviaria. Lì si alternano coppie, terzetti e viaggiatori solitari, ognuno con il proprio carattere e la propria visione della vita. Il viaggio procede tra battute, riflessioni e confessioni, tra chilometri, scambi di rotaie e un’attesa per ciò che sarà, per il teatro che da sempre fa sfondo a ciò che troppo spesso ci siamo dimenticati di difendere: la vita. Un impianto semplice, che trasforma un vagone in un piccolo ritratto dell’Italia: chi guarda altrove, chi si distrae, e chi invece sceglie di non voltarsi dall’altra parte. Dalle conversazioni più banali affiorano, senza forzature, le storie che contano. È il mestiere del “contastorie”: mettere le persone nella stessa carrozza e lasciare che i fatti parlino da soli. Sul palco si alternano Alberto Bagnara, Moreno Biolcati, Chiara Bonato, Silvia Cortella, Mirco De Marchi, Agostino Di Maria, Mirea La Russa, Siria La Russa, Maria Pistorello, Francesca Rossi, Elena Giorgia Spigolon e Ginevra Zanetti.

Carlo Albè, il “contastorie”

Carlo Albè scrive per necessità fin dall’adolescenza. Nel 2011 l’esordio con L’importante è non restare, che dà il via a una serie di reading. Nel 2013 esce Stabile Precariato, diventato un piccolo cult letterario. Nel 2014 è la volta di Oh Belli Ciao!, biografia romanzata sui Modena City Ramblers scritta a quattro mani con Cisco Bellotti e ristampata in tre edizioni. Seguono Ruggine (2015), dedicata ai 70 anni della Resistenza Partigiana, È tutto Loro quello che luccica (2017), Adda Venì Baffone (spettacolo di teatro canzone con Cisco Bellotti, 2018-2019, diversi sold out), L’ultima Apra la Porta (2019, oltre quaranta repliche), Gelem, Gelem. (Io, Alievski) (2020), sulla storia dell’attivista rom Musli Alievski, Nato Senza Camicia (2021, con la Fondazione Di Vittorio), La strada di Casa (2022), Tutto è bene quel che finisce (2023, sul fine vita). Nel gennaio 2023 firma il primo documentario, *9/1/50*, sull’Eccidio delle Fonderie Riunite di Modena, in collaborazione con i Modena City Ramblers; nel novembre dello stesso anno il secondo, con Cgil Veneto, sulla condizione lavorativa e sociale delle donne. Da marzo 2024 porta in scena Amore Non Ne Avremo, dedicato al contrasto alla mafia e alla storia di Peppino Impastato. Ha venduto più di 13.000 copie da scrittore indipendente, con oltre 300 repliche in tutta Italia.

Riccardo Vannelli, la regia

Nato a Montevarchi nel 1979, Vannelli si avvicina al teatro da giovane attraverso laboratori scolastici e si diploma nel 2002 alla Libera Accademia del Teatro di Arezzo. Nel 2004 fonda con alcuni colleghi l’associazione culturale Dritto e Rovescio, con cui sviluppa un’intensa attività nella produzione teatrale, nella formazione e nella promozione culturale. Dopo un percorso da attore, si orienta verso regia, direzione artistica e didattica teatrale, curando laboratori per adulti e ragazzi e collaborando con le scuole, tra cui il P.E.Z., di cui è referente e coordinatore. Tra le sue regie, Amore Non Ne Avremo – una notte con Peppino Impastato, su testo di Albè, ed EMME – Macbeth, rilettura contemporanea dell’opera shakespeariana con l’uso di mezzi multimediali, che integra linguaggi scenici tradizionali e tecnologie visive. Si occupa anche di direzione artistica di teatri, festival ed eventi culturali, collaborando con enti pubblici e associazioni del territorio, e di produzione audiovisiva, con documentari e cortometraggi legati alla memoria e al contesto locale.

Un modo diverso di parlarne

È ancora primavera è un’occasione per riflettere sul contrasto alle mafie, non come un tema astratto, ma come un impegno civile e umano che dovrebbe coinvgere e appassionare tutti e tutte. Come ci ricorda Peppino Impastato, citato nello spettacolo:
“Se si insegnasse la bellezza alla gente, la si fornirebbe di un’arma contro la rassegnazione, la paura e l’omertà”. Un’iniziativa a cura dello Spi Cgil di Vicenza e dello Spi Cgil nazionale.