Sette giorni dedicati alla legalità, perché è con la legalità che si costruisce la bellezza. Questo il messaggio lanciato da tanti giovani lucani che dal 25 al 31 agosto saranno i veri protagonisti delle giornate che stanno segnando le innumerevoli iniziative promosse nel campo della legalità che si tiene a Rotondella, località in provincia di Matera affacciata sul golfo di Taranto. Organizzato da Spi Cgil di Matera, Circolo Arci “La Tarantola” di Rotondella e dalla Rete degli studenti medi della Basilicata, il campo ha come titolo Oltre l’Atlantide: costruire bellezza con la legalità – Allenare lo sguardo per riconoscere non solo ciò che è, ma ciò che potrebbe essere. L’iniziativa è patrocinata dal Comune di Rotondella, con il sostegno dello Spi Cgil nazionale e regionale, dell’Arci Basilicata e con l’adesione di associazioni come l’Anpi provinciale di Matera, il circolo Legambiente di Policoro, Cittadinanza attiva Basilicata, Scanziamo le scorie, Migranti tutti.
È la prima volta che il campo di Rotondella entra all’interno del circuito nazionale dei Campi della legalità promossi da Libera, Arci e tante associazioni del terzo settore, ai quali, da anni, partecipano attivamente migliaia di giovani e anziani. Organizzati quasi sempre all’interno di beni confiscati ai mafiosi, i campi promuovono, soprattutto nei mesi estivi, momenti di incontro, di formazione, di scambio intergenerazionale tra giovani e meno giovani e soprattutto di aiuto concreto a chi ha in gestione case, ville e terreni che lo Stato ha tolto ai boss della criminalità organizzata.
Il campo di Rotondella, spiegano in una nota i promotori, «trae ispirazione dal dialogo sulla bellezza di Peppino Impastato, nel celebre film I cento Passi, di Mario Tullio Giordana». Attraverso gli incontri, le visite, i seminari sul tema del paesaggio e della legalità, il programma settimanale del Campo percorre traiettorie di approfondimento su tanti temi: la memoria dell’internamento civile fascista e dei campi di concentramento allestiti nelle colonie confinarie, a partire dalla costituzione della colonia di Pisticci e della sua successiva trasformazione in campo di concentramento; la formazione ambientale, a partire dal territorio e dal rapporto con l’esperienza industriale della Basilicata.
Giovedì 28 agosto, presso palazzo Ricciardulli, in ricordo della figura di Libero Grasso, ucciso dalla mafia trentatré anni fa, si è tenuto un convegno-seminario dal titolo Costruire la bellezza della legalità – L’impegno civico come esercizio del vissuto di comunità. Al convegno, in cui si è ricordato anche il massacro di civili in atto in Palestina, era presente anche Rosario Gigliotti di Libera Basilicata.
La bellezza di Peppino Impastato – ha ricordato nel suo intervento il segretario generale dello Spi Cgil di Matera Eustachio Nicoletti – è rivoluzione morale fatta di passione e coraggio contro sistema mafioso. È questa la fonte di ispirazione del campo che teniamo quest’anno a Rotondella. Un campo sperimentale – ha aggiunto – che si tiene in un territorio depredato e sfruttato in molti modi e che è organizzato per la prima volta da Spi Matera e Rete studenti e Arci a seguito di un patto civico per la sicurezza e lo sviluppo del metapontino stipulato qualche mese fa, al quale partecipano ragazzi del territorio».
Claudio Persiani, di Arci “La Tarantola”, ha sottolineato non solo «la sintonia tra ragazzi e ospiti, ma anche la presenza, alle iniziative del campo, di tanti cittadini e vecchi del paese». Per i prossimi mesi, questo l’impegno, verranno promossi percorsi nelle scuole per ripetere campo il prossimo anno.
Nel corso dell’iniziativa è intervenuto il sindaco della cittadina lucana Gianluca Palazzo evidenziando l’importanza della presenza di tanti giovani.
Fernando Mega, Segretario generale Cgil Basilicata, ha ricordato invece il problema delle scorie nucleari presenti a Rotondella. «L’Itrec – ha detto – è stato uno dei tre impianti di ricerca sul ciclo del combustibile in Italia. Insieme alle centrali nucleari e all’impianto di Bosco Marengo, contribuiva alla produzione e alla detenzione di scorie radioattive. Sebbene la produzione sia cessata, questi siti rimangono tutt’ora importanti per la gestione dei rifiuti radioattivi italiani. Per questo la Cgil vuole continuare a essere un presidio di legalità, soprattutto al Sud, perché la legalità è strettamente associata all’esercizio democratico della partecipazione».
Alla tavola rotonda è intervenuto Francesco Mancini, presidente della Provincia di Matera, ricordando che se c è legalità c’è bellezza. «Le regole vanno rispettate – ha ricordato – e se tutti le rispettassimo, vivremmo in un mondo migliore». Nel suo intervento, Alberto Iannuzzi, già presidente della Corte d’appello di Potenza, ha rivolto un appello ai giovani: «Devono riflettere con spirito critico, studiando e informandosi per poter fare scelte consapevoli. Oggi – ha proseguito – mafie invisibili. Non basta l’azione della sola magistratura per interrompere la crescita di consenso sociale che le mafie stanno acquisendo».
Antonio Prestera, segretario nazionale della Rete degli studenti medi ha ricordato invece come «Partecipare al campo in questo luogo vuol dire affermare la libertà di esprimersi in un luogo dove la libertà è sempre parziale. La solidarietà non viene più insegnata a scuola perché si insegna che puoi calpestare i tuoi compagni di classe o i tuoi colleghi perché tutto si basa sulla competizione e sull’individuo anziché sull’interesse collettivo. Va tutelato – ha concluso – il diritto dei ragazzi e delle ragazze di fare ciò che si vuole nella propria terra».
«La Basilicata è rappresentata sempre come un’isola felice – ha affermato il segretario dello Spi Cgil Basilicata Angelo Summa – ma invece anche qui ci sono le mafie. Il cambio preoccupante è avvenuto con l’attività estrattiva iniziata nel 1998 perché qui girano tanti soldi: le royalties vengono distribuite fuori da una visione di sviluppo comune e date al singolo comune. La formazione del consenso politico è alterata da questo e con essa si alòtera anche la democrazia. La legalità è sparita dall’agenda politica e i campi rivestono in un tale contesto uno spazio importante per tutti, compreso lo Spi».
È stato Giuseppe Lumia, già presidente della Commissione parlamentare antimafia, a ricordare la figura di Libero Grasso: «Le sue parole sono illuminanti. È doveroso ricordarlo, confindustria , istituzioni e società civile lo lasciarono da solo. Siamo all’antimafia del giorno dopo e da lì non riusciamo a fare un salto di qualità verso l’antimafia del giorno prima. Serve – ha aggiunto Lumia – una modalità progettuale che è la più fragile di questo momento storico. Ci si muove solo con l’“io”, a tutti i livelli. La legalità deve essere accompagnata dallo sviluppo sostenibile, altrimenti il salto non lo faremo mai. Sostenibile socialmente e ambientalmente. Questo è il nuovo fronte. Il rischio è che la battaglia alla legalità continuerà ad andare avanti tranquillamente da parte di chi non intende combattere le mafie. Pensiamo ai subappalti a cascata. O al taglio di fondi dei fondi del Pnrr destinati al riuso sociale dei beni confiscati. O allo svuotamento progressivo delle normative antimafia».
Per Claudia Carlino, segretaria nazionale Spi Cgil: «È nell’azione delle leggi che si impedisce il familismo amorale e la costruzione del consenso da parte delle mafie. Il Campo della legalità tenuto qui, a Rotondella, è importante perché di solito i volontari si spostano da Nord a Sud o viceversa. Qui invece c’è una grande partecipazione dei volontari della Basilicata e dei ragazzi del posto. È importante per noi essere presenti nel campo: ci aiuta a capire come stare sul territorio, quali anticorpi servono per lavorare tutto l’anno e come possiamo fare sindacato. Dobbiamo ribadire – ha proseguito Carlino – che sul territorio ci sono diritti e non privilegi, perché invece la realtà ci ricorda che le mafie controllano il territorio, chiedono consenso e elargiscono favori in un contesto di povertà e privazione.
«Dobbiamo riappropriarci anche del linguaggio – ha concluso la Segretaria nazionale dello Spi Cgil – per riscoprire il reale significato di tante parole, ad esempio “sicurezza”, che oggi vengono distorte nel loro significato: non sicurezza come rispetto delle regole, ma declinata solo in un’accezione autoritaria e punitiva. Per questo, e per ribadire il valore della conoscenza come base per agire, con Spi, di Rete e Udu abbiamo realizzato il dizionario L’Antimafia parola per parola. Conoscere per resistere, pubblicato dalla nostra casa editrice LiberEtà».










