di Cinzia Leone


Attraverso un innovativo racconto per immagini, il volume Ciao nonna presenta, in modo inedito, a un pubblico di giovani il mondo del sindacato pensionati della Cgil. 

Come un elastico. La distanza tra le generazioni è un elastico che si allunga e si accorcia. La trincea di una guerra le divide per anagrafe: vecchi a casa e giovani in battaglia. La lotta partigiana può farle coincidere: anziani staffette e giovani in montagna. Una pandemia può metterle una contro l’altra: vecchi abbandonati e giovani alle prese con la didattica a distanza. Eppure nel nuovo millennio, complici le tecnologie, lo spazio tra nonni e nipoti sembra essersi ridotto.

Ma è davvero così? Ad accorciare l’elastico prova Ciao nonna. I vecchi, i social, il sindacato, un volume fresco di stampa edito da LiberEtà che, con un innovativo racconto per immagini, in- tende narrare lo Spi a un pubblico nuovo: i nipoti.

Vecchi simboli, nuovi linguaggi. Sulla copertina rossa campeggia una falce e martello disegnata dai pixel (i punti base che costituiscono un’immagine, ndr). Un incrocio di vecchi simboli e nuovi linguaggi che restituisce la contemporaneità: i valori di sempre e i nuovi strumenti patrimonio ormai collettivo. I giovani preferiscono Instagram e Tik Tok, i “diversamente giovani” presidiano Facebook, ma nel grande mare della rete gli uni sbirciano gli altri.

I nonni non sono più quelli di una volta. Ai nonni piace ancora raccontare le favole ma giocano anche a scacchi on line e se sono riusciti a riparare la Vespa che tenevano in garage magari sono in giro proprio quando andate a trovarli. Le nonne continuano a sferruzzare maglioni ma vanno in palestra con le amiche, hanno una pagina Facebook e se fate un salto a casa loro vi propongono di vedere insieme una serie Tv di fantascienza di cui non perdono una puntata.

Un mondo largo. Il sindacato è un mondo largo, lo Spi ancora di più. I suoi due milioni e mezzo di iscritti sono un corpo vivo che ha costruito l’Italia con il lavoro e con le lotte. I nonni che vengono raccontati dai media, di volta in volta come un problema o come la soluzione, lo Spi li conosce uno a uno e con Ciao nonna ha provato a raccontarli direttamente ai ragazzi grazie a un gruppo di lavoro di trentenni esperti di comunicazione: Carlotta Latessa, Lorenzo Rossi Doria, Alessandro Tartaglia e Fulvio Venanzetti. Sfogliando le immagini che hanno raccolto, scoprirete che il popolo dello Spi non pensa solo alle pensioni, ma anche ai diritti civili, al ballo e all’amore. Non lavorano, hanno già dato, ma hanno ancora molto da dare, in termini di welfare, di esperienza e di curiosità. Possibile che questi nonni eredi della Resistenza e figli del boom economico non suscitino curiosità?

Fatevelo raccontare! Eppure hanno vissuto tempi speciali: le lotte sindacali, le manifestazioni, gli anni di piombo, il femminismo. Forse c’è qualcosa che non vi hanno raccontato ma che vale la pena di conoscere.
Pensateci, ragazzi. Quando avevano la vostra età, i vostri nonni probabilmente portavano i capelli lunghi fino alle spalle e ascoltavano i Pink Floyd. Le vostre nonne hanno indossato le minigonne e amavano Patty Smith e Janis Joplin. I vostri nonni erano tipi che scendevano in piazza a manifestare e andavano in discoteca fino a tardi proprio come voi. I vostri nonni erano di una generazione che voleva il pane e le rose. Fatevi descrivere un 1° maggio a Roma, a piazza San Giovanni, oppure la prima volta che hanno baciato la nonna. E viceversa.

Un patrimonio da conoscere. Di sicuro era più semplice fare i nipoti solo qualche decennio fa. Ma i nonni curiosi e coraggiosi che vi trovate davanti vale la pena conoscerli meglio perché sono un patrimonio.
Le loro storie dovete farvele raccontare, perché la memoria ha le gambe dei nonni ma ha il passo dei nipoti. Il futuro si costruisce tenendo d’ occhio il passato prossimo.

Il libro è giunto alla sua seconda ristampa e si può acquistare sul nostro sito: www.libereta.it/prodotto/ciao-nonna-i-vecchi-i-social-il-sindacato/