Cgil: al via il XIX congresso nazionale “Il lavoro crea il futuro”

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Da oggi fino al 18 marzo al Palacongressi di Rimini. Alle ore 15 relazione introduttiva di Maurizio Landini

Al via oggi il diciannovesimo congresso nazionale della Cgil “Il lavoro crea il futuro”. L’appuntamento si terrà al palacongressi di Rimini fino a sabato 18 marzo e nella sua prima giornata vedrà, oltre ai classici saluti istituzionali di Isabella Pavolucci, segretaria generale Cgil Rimini, di Jamil Sadegholvaad, sindaco di Rimini, di Stefano Bonaccini, presidente Regione Emilia-Romagna e di Anna Rossomando, vicepresidente del Senato, l’incontro tra il giornalista Marco Damilano e l’ingegnera Ornella Casassa e la studentessa Emma Ruzzon. La relazione introduttiva del segretario generale della Cgil, Maurizio Landini è prevista per le ore 15.00. In programma anche due interviste per parlare di Costituzione, alle ore 18.30, con Giovanni Maria Flick, presidente emerito della Corte costituzionale e di legalità e contrasto alle mafie, alle 18.45, con don Luigi Ciotti, presidente di Libera.

La quattro giorni di Rimini conclude un lungo percorso che ha avuto inizio lo scorso 30 settembre: sarà un momento di straordinaria importanza anche rispetto alla complessità dell’attuale fase storica e al ruolo che il mondo del lavoro e le organizzazioni sindacali possono svolgere nel Paese e a livello internazionale. In programma venerdì 17 marzo l’intervento della presidente del Consiglio, Giorgia Meloni. In passato per il centrodestra erano stati delegati ministri o il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Gianni Letta. Altri premier in carica presenti furono Spadolini, Craxi e Prodi.

Sono cinque le azioni prioritarie che la Cgil ha messo al centro della discussione congressuale per affrontare problemi di rappresentanza che coinvolgono anche le organizzazioni sociali:

  1. aumentare i salari e riformare il fisco
  2. fermare la precarietà e ridurre e ridistribuire gli orari di lavoro
  3. opporsi all’illegalità nel lavoro, contrastando il proliferare delle catene di appalti e il lavoro grigio e nero e investendo per la sicurezza nei luoghi di lavoro
  4. costruire un nuovo stato sociale fondato su formazione, sanità, riforma delle pensioni, assistenza di qualità, integrazione sociale e lavorativa dei cittadini migranti, lotta alla povertà
  5. rivendicare politiche di sviluppo e politiche industriali, a partire dal Mezzogiorno, e un nuovo intervento pubblico perché la digitalizzazione e il nuovo paradigma ambientale diventino non solo sostenibili ma una vera opportunità per il Paese

Leggi tutto il programma qui o scarica il pdf

Documento “Il lavoro crea il futuro”

Documento “Le radici del sindacato. Senza lotte non c’è futuro”