L’avventura si ripete anno dopo anno. Tanti ragazzi da tutta Italia, i pensionati della Cgil, Arci e Libera. Ogni estate insieme sui beni confiscati alle mafie. Ma ci sono anche la Cgil, la Flai Cgil, la Rete degli Studenti e l’Unione degli Universitari. Da giugno a ottobre saranno tutti insieme sui luoghi confiscati che sono diventati protagonisti della rinascita civile del nostro paese.

Da Nord a Sud la criminalità è penetrata ovunque. E ovunque ci sono beni confiscati. Ma non dappertutto sono diventati beni riassegnati e dunque riconsegnati definitivamente alla collettività. Il processo di sequestro e di confisca di un bene è molto lungo e non sempre ci sono le risorse perché davvero possa essere nuovamente patrimonio di tutti. Ma dove l’iter si è concluso, i terreni sono stati assegnati a cooperative che hanno avviato attività agricole e non solo. E’ proprio in questi luoghi che Arci e Libera promuovono ormai da anni le attività estive con i ragazzi. Ai campi partecipano da oltre dieci anni anche i pensionati volontari della Cgil.
I ragazzi sono adolescenti o liceali. A volte frequentano l’università. Giovani e giovanissimi, insomma, che hanno deciso di trascorrere l’estate in modo differente. Il loro è un impegno in prima persona che, insieme ai pensionati, li vede protagonisti in primis di lavori manuali: dalla cura di un orto alla ristrutturazione di un edificio, dalla manutenzione di un parco a un allevamento di lumache, dalla raccolta dei pomodori alle attività con i disabili. Già, perché di beni confiscati ce ne sono un’infinità e ognuno ha la sua specificità. Ogni luogo può diventare uno spazio di condivisione, di resistenza civile, di costruzione di un altrove fatto di legalità, rispetto, dialogo.

Inoltre, per lo Spi Cgil i campi della legalità sono da sempre un modo per realizzare concretamente un vero scambio intergenerazionale che si concretizza anche nei tanti momenti di formazione e informazione sulla lotta alla mafia (dagli incontri con parenti delle vittime e testimoni di giustizia alle presentazioni di libri) e nei vari laboratori di musica, video,  giornalismo, ma anche workshop di fotografia sociale e tanto altro.

Per questa edizione 2019 le novità sono tante. Sul nostro sito e sul nostro giornale vi racconteremo alcune esperienze che dal Brenta fino a Corleone vedono dunque protagonisti tanti cittadini italiani di età diversi uniti da un comune obiettivo: combattere la cultura mafiosa e ripristinare la legalità attraverso il lavoro collettivo. Tra le tante attività previste per quest’anno, la mietitura del grano, la produzione di legumi, la messa a dimora dei vigneti ma anche la vendemmia, il recupero di borghi.

I ragazzi verranno anche accompagnati in alcuni luoghi simbolo, dalla casa di Totò Riina a Corleone a Portella della Ginestra, e saranno protagonisti di momenti di approfondimento sul caporalato, sulla tratta degli esseri umani, sui problemi legati all’ambiente e all’inquinamento derivante da attività illecite e su molti altri temi.

Le iscrizioni ai campi sono aperte sia sul sito di Arci che di Libera.