venerdì 19 Aprile 2024
Home News Testimoni di giustizia. Finalmente la legge

Testimoni di giustizia. Finalmente la legge

0
Testimoni di giustizia. Finalmente la legge

Buone notizie quelle che arrivano dal Parlamento che ha appena approvato in via definitiva le norme che tutelano, aiutano e sostengono i testimoni di giustizia. Un provvedimento per il quale anche la Cgil, insieme a tutto il movimento antimafia, si è impegnata e battuta, nella convinzione che l’attenzione dello Stato per queste persone straordinarie rappresenti un sostegno potente nella lotta contro le mafie.
Finalmente un messaggio chiaro che va nella direzione di incoraggiare e sostenere quanti, testimoniando, possono dare un contributo fondamentale alle ragioni di libertà e di legalità.

Maria, giovane testimone di giustizia, un mese fa aveva raccontato la sua significativa esperienza durante l’Assemblea dei volontari dei campi della legalità promossa dallo Spi Cgil a Roma. «Noi testimoni di giustizia non abbiamo modo di partecipare alla vita democratica del paese, non possiamo condividere la nostra esperienza, non possiamo rilasciare interviste né partecipare a iniziative pubbliche. Poter parlare liberamente durante le attività dei campi, trovare solidarietà e conforto nei ragazzi e nei pensionati dello Spi è stato per me fondamentale». Maria viene dalla Calabria ma ora vive al Nord. Ha dovuto abbandonare la sua terra.
Dal palco dell’assemblea aveva chiesto alle istituzioni che la nuova legge sui testimoni di giustizia, che era ferma al Senato, venisse presto approvata dal Parlamento. Per tutti quelli come lei che vorrebbero dare una sferzata positiva al proprio futuro.
Ecco, finalmente giustizia è fatta, è proprio il caso di dire. Per Maria e tutti gli altri testimoni di giustizia significa finalmente poter far valere i propri diritti.

Ma cosa prevede la legge? Innanzitutto bisogna chiarire che il testimone di giustizia non è un pentito, non ha commesso alcun reato, è una vittima o un testimone di un crimine e decide di denunciare i fatti alle autorità. La nuova legge approvata dal Senato introduce una definizione più stringente di testimone di giustizia, con particolare riguardo alla qualità delle sue dichiarazioni e all’effettività e gravità del pericolo. La legge inoltre prevede che la stessa protezione può essere estesa a chi è in pericolo perché convivente o in relazione con il testimone.
La nuova norma stabilisce che le misure di protezione vanno individuate caso per caso e, salvo motivi eccezionali di sicurezza personale, non comportano perdita dei diritti.
Al testimone va garantita la permanenza nel luogo di origine e la prosecuzione delle sue attività. Il trasferimento in località protette e il cambio di identità scattano solo in casi straordinari.
Al testimone inoltre andrà assicurata una condizione economica equivalente a quella preesistente. Se costretto a cambiare casa o a trasferirsi in località protetta, è garantito un alloggio e l’acquisto da parte dello Stato degli immobili di proprietà.
E ancora, il testimone ha diritto a conservare il posto di lavoro o, per esigenze di sicurezza, a trasferirsi presso altre sedi. Se invece il lavoro l’ha perso a causa delle sue dichiarazioni, ha diritto a un nuovo posto (anche temporaneo). Sono previste forme di sostegno all’impresa con gli strumenti del codice Antimafia (riformato dalla Camera e ora all’esame del Senato) e l’eventuale assegnazione di beni confiscati alle mafie, mutui agevolati e l’accesso a programmi di assunzione presso la Pubblica Amministrazione.
In generale, le misure speciali di protezione potranno durare al massimo sei anni.
Inoltre, la testimonianza in dibattimento di chi è ammesso al programma preliminare o definitivo di protezione avverrà di regola in videoconferenza.
Tra le novità più rilevanti c’è quella del tutor. Ogni testimone avrà il suo. Una figura di raccordo, il referente specializzato del testimone di giustizia, con compiti di informazione, assistenza e supporto.