La tassa più iniqua che nessuno riesce a togliere

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superticket tassa

In alcune Regioni si paga in altre no, o si paga di meno, a seconda del reddito familiare. Ogni governo dice di voler cancellare questo balzello, ma nessuno lo fa, neanche adesso. Nel Def non c’è traccia.

Il taglio è stato annunciato tante volte. Anche dalla ministra in carica Giulia Grillo. Ma alla fine il superticket resterà anche nel 2019. Nel documento di programmazione economica non se ne fa cenno. Altri ministri negli anni scorsi si erano detti pronti a cancellarlo, tutti però con scarso successo. È una delle tasse sanitarie più inique, che colpisce indistintamente tutti quei cittadini a cui il medico curante richiede esami diagnostici o visite specialistiche: dieci euro che si pagano sulla singola ricetta. E per di più è una tassa che colpisce i cittadini a seconda della regione in cui vivono.

Il paradosso dei dieci euro. Introdotto nel 2011, il superticket doveva essere una misura una tantum, ma poi di fatto è diventato strutturale (anche se non tutte le Regioni hanno deciso di introdurlo). Uno dei maggiori problemi è di aver reso, per alcune prestazioni, il servizio sanitario pubblico meno conveniente di quello privato.

(…)

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