giovedì 1 Dicembre 2022

Comunista a sedici anni. Pdf gratuito

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In regalo ai lettori di LiberEtà il racconto vincitore del Premio Guido Rossa 2021


Raccogliere storie ambientate a cavallo degli anni Sessanta-Settanta nel secolo scorso e tracciare il profilo di una memoria collettiva narrata dai testimoni diretti. È con questo obiettivo che, tre anni fa, la casa editrice LiberEtà e lo Spi Cgil hanno dato vita al premio dedicato a Guido Rossa, operaio e sindacalista che pagò con la vita per aver denunciato le Brigate rosse.

Nel 2021, il primo premio della seconda edizione è andato a Mario Patruno, con il racconto Comunista a sedici anni, che oggi pubblichiamo in versione digitale in omaggio per i nostri lettori. 

Patruno vive attualmente a Modena e per decenni ha insegnato storia e filosofia agli studenti scuola media superiore. Ma la storia che racconta parte dal Sud, dove è nato. Precisamente a San Ferdinando di Puglia, allora in provincia di Foggia, oggi Barletta-Andria-Trani. È qui che, giovane adolescente decide di diventare comunista. «Ricordo perfettamente il momento in cui decisi (…). Era un rigido fine gennaio del 1972.Tagliavo legna da ardere per la stufa di casa, nell’uliveto di Andrea Mastrototaro, presso cui mio padre lavorava come persona di fiducia e trattorista».

Nella terra di Giuseppe Di Vittorio, indimenticato leader della Cgil, a colpire l’attenzione dello studente di ginnasio Mario Patruno sono le fatiche, le speranze e le lotte dei braccianti e dei contadini e i pullman che lasciavano il paese carichi di persone decise a cambiare un futuro di stenti emigrando nelle regioni del Nord piene di fabbriche e operai e “benessere”.

«La sorte volle – scrive – che passando davanti a casa di Andrea Palmieri sentii dalla Tv, per la prima volta, la voce pacata e suadente, con un fortissimo accento sardo, del nuovo segretario del Pci, Enrico Berlinguer. Non fu la conversione sulla via di Damasco perché dentro di me la scelta l’avevo già maturata. Ma adesso essa trovava una sponda solidissima nella enorme differenza di stile e di cultura, anche rispetto a leader allora molto alla moda e sulla cresta dell’onda (…)».

L’ impegno politico nel partito caratterizzerà la vita di Patruno per venti anni circa, sino a poco prima della “svolta della Bolognina”, quando, con l’allora segretario Achille Occhetto, si decise di cambiare nome e simbolo al Partito comunista italiano.

Nel racconto, che abbraccia questo arco di tempo, Patruno alterna con estremo equilibrio, capitolo dopo capitolo, il timbro stilistico della narrazione autobiografica e quello rigoroso del saggio storico: espediente che consente al lettore di seguire al tempo stesso le vicende del protagonista e il groviglio della grande storia.

Risultato: Comunista a sedici anni si trasforma in un grande affresco della storia economica, politica, sociale, culturale e di costume intorno al ventennio in cui milioni di giovani provarono a cambiare il mondo.

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