Dall’assemblea unitaria dei pensionati di Cgil, Cisl e Uil che si è tenuta oggi a Roma arriva un messaggio forte al governo: non siamo invisibili e siamo pronti a batterci. 

Pensioni, sanità, una legge sulla non autosufficienza, un fisco più equo. Dalla gremita sala dell’auditorium della musica, in cui oggi a Roma si è svolta l’assemblea unitaria dei pensionati di Cgil, Cisl e Uil, arriva un segnale forte al governo, dopo le intenzioni manifestate ieri dall’esecutivo di aprire un confronto, a partire da dicembre, sulle pensioni. Un segnale che tutti e tre i segretari generali Landini, Bombardieri e Sbarra, presenti all’iniziativa, salutano dal palco come “positivo”.

Il tavolo proposto dal governo dovrebbe restare in piedi fino a marzo: i sindacati auspicano una riforma della Legge Fornero, ma tutti sanno che non sarà una passeggiata. Fonti vicine al governo hanno già fatto trapelare che “nella manovra non ci sono le risorse per affrontare una riforma strutturale” della previdenza, anche se c’è una disponibilità a discutere.

La riforma delle pensioni e il fisco. C’è poi il merito della riforma auspicata. I sindacati sono pronti a battersi per affermare le proprie ragioni, e non è escluso un ritorno in piazza per cambiare quella che il segretario della Cisl, Sbarra definisce “la legge più ingiusta di tutte”.

Su un altro punto, i leader che si susseguono sul palco insistono: il tesoretto di otto miliardi che il governo vorrebbe destinare al taglio dell’Irpef e dell’Irap deve essere usato per tagliare le tasse ai lavoratori e ai pensionati. Le pensioni in particolare non vengono rivalutate dal 2012, e con la prevista fiammata dell’inflazione si corre il rischio che a pagare siano sempre i soliti. “Non è il momento di tagliare l’Irap (la tassa sulle imprese, ndr), ma di dare una risposta a chi in questi anni ha fatto sacrifici”, spiega il segretario della Cgil Maurizio Landini, che invoca l’esigenza di un nuovo modello sociale che rimetta al centro il lavoro e riduca la precarietà. “Senza combattere la precarietà, anche il sistema previdenziale collassa”. Anche per questo il segretario della Cgil propone una pensione di garanzia per tutti quei lavoratori giovani che hanno lavori discontinui e un calcolo dell’età pensionistica differenziato per settore, e non più generalizzato come ora.

“Lavoratori e pensionati poveri fanno un paese povero – osserva nel suo intervento Stefano Landini, segretario organizzativo dei pensionati della Cgil – è venuto il momento di riequilibrare il sistema fiscale e di restituire centralità politica a chi vive di lavoro e di pensione, solo così si fa crescere il paese”.

Landini riprende la dichiarazione unitaria della vigilia dei tre segretari generali di Spi, Fnp, Uilp, Ivan Pedretti, Piero Ragazzini, Carmelo Barbagallo, con cui si chiede al governo e al parlamento interventi concreti per “salvaguardare i 16 milioni di pensionate e pensionati di questo Paese, a partire dalla tutela del potere d’acquisto delle pensioni, dall’emanazione della Legge quadro sulla non Autosufficienza e dalla riduzione della pressione fiscale sulle pensioni”.

Sanità e non autosufficienza. Più interventi rimarcano l’esigenza di arrivare al più presto a una riforma della sanità territoriale e a una Legge sulla non autosufficienza, una norma tra l’altro prevista dal Piano di resilienza e rilancio.

“I non autosufficienti – ricorda la segretaria Spi Cgil di Roma e Lazio, Alessandra Romano – oggi sono 2,9 milioni, ma raddoppieranno entro il 2030. La cura di queste persone ricade in gran parte sulle spalle delle famiglie. Serve una legge per superare la frammentazione esistente oggi tra l’assistenza offerta dai Comuni e quella data dallo Stato con un deciso investimento nelle terapie domiciliari”.

“La pandemia – sottolinea Stefano Landini – ci ha insegnato che nulla sarà come prima, che gestire un’ospedale come un’azienda è un’idiozia e che quello che occorre è un welfare pubblico all’altezza dei tempi”.

Giovani e anziani. Un altro punto su cui molti delegati sono tornati è la “falsa” contrapposizione tra giovani e anziani. “Un’opposizione costruita ad arte – afferma una delegata – per non dare diritti agli uni e agli altri. I pensionati sono il vero ammortizzatore sociale del Paese, è arrivato il momento di dar loro le risposte che meritano. Non siamo invisibili e siamo pronti a batterci”.

“Non possiamo più accettare la caricatura che di noi pensionati viene fatta. – afferma infine il segretario dello Spi Cgil Lombardia, Valerio Zanolla – Noi non siamo contro i giovani, come potremmo? Abbiamo figli e nipoti che aiutiamo tutti i giorni e ai quali non facciamo altro che augurare tutto il bene possibile. Sono altri che condannano i giovani al lavoro precario, poco pagato e con un futuro di basse pensioni”.