Mentre c’è chi, in rete e non solo, cerca di alimentare lo scontro generazionale, lo Spi Cgil pubblica dei dati che fanno chiarezza sul ruolo che, soprattutto nel nostro paese, svolgono gli anziani, anche in termini di sostegno a figli e nipoti, e ridefiniscono quell’immagine da “privilegiati”, spesso cavalcata anche dai populisti, che gli viene appiccicata ingiustamente.

“I pensionati per il governo sono invisibili”, dichiara il segretario generale dello Spi Cgil Ivan Pedretti, commentando una ricerca realizzata dalla Fondazione Giuseppe Di Vittorio e da Tecné per lo Spi Cgil, dal titolo Sogni e bisogni dei pensionati in vista della manifestazione indetta dai Sindacati per sabato 16 novembre al Circo Massimo a Roma. “I pensionati italiani hanno ottenuto poco da questo governo” – dice Pedretti.

La ricerca parla chiaro: in Italia i pensionati svolgono un ruolo fondamentale nella sussistenza di milioni di famiglie, il 90 per cento di loro non si è affatto arricchito, anzi, ha perso potere d’acquisto, ben 3 milioni di pensionati hanno in famiglia una persona non autosufficiente a carico.

“È come se fossero invisibili, anche se rappresentano ormai un terzo del paese” – dice Pedretti. “Per questo il 16 novembre con Fnp-Cisl e Uilp-Uil torniamo in piazza a Roma al Circo Massimo per chiedere di fare di più, di rivalutare le pensioni, di dare la 14esima a chi ne ha più bisogno, di abbassare le tasse e di arrivare alla definizione di una legge nazionale sulla non autosufficienza”.

Dalla ricerca emerge come i pensionati generosi e perno irrinunciabile del welfare italiano. Sono 6 milioni infatti quelli che, pur tra mille difficoltà, aiutano economicamente le proprie famiglie per una spesa totale di circa 10 miliardi di euro all’anno. Molti di meno sono invece quelli che si fanno aiutare con 14 milioni che non ricevono alcun sostegno economico da parenti stretti, un milione e mezzo che lo riceve sporadicamente e solo 300mila che invece lo ricevono costantemente.

Inoltre il 90% pensionati ha perso potere d’acquisto. Secondo quanto emerge dalla ricerca, solo il 3% crede invece di averlo mantenuto inalterato. Impellente è la richiesta di migliorare il sistema di rivalutazione delle pensioni, misura indicata come urgente da oltre il 40% dei pensionati italiani. Il 31% chiede invece che si aumentino le pensioni più basse mentre il 17,5% che si diminuiscano le tasse, che sono considerate necessarie ma troppo alte dal 77,5% dei pensionati. La rivalutazione delle pensioni rispetto al costo della vita dovrebbe essere sempre al 100% tranne per quelle più alte per il 42% dei pensionati, al 100% solo per quelle più basse per il 25% e tutte al 100% per il 23%.

Infine, sono 3 milioni i pensionati che hanno in famiglia e a proprio carico una persona non autosufficiente. Il 92% ritiene che le risposte fornite dal sistema pubblico al tema della non autosufficienza non siano assolutamente adeguate. L’84% pensa inoltre che di questo debba farsi carico la fiscalità generale. L’80% ritiene inoltre che la risposta da dare ai bisogni assistenziali e sanitari di una persona non autosufficiente debba consistere in un mix di trasferimenti monetari e di servizi, il 14% in servizi qualificati e diffusi e il 2,5% solo in trasferimenti monetari.