Presentato a Roma il portale indipendente nato dal libro di Bruno Giordano e Marco Patucchi: norme, numeri, inchieste e podcast per raccontare “la più grande tragedia civile italiana”
Dietro ogni morto sul lavoro c’è una persona, e quasi sempre una catena di responsabilità. È da questa convinzione che nasce operaicidio.it, il nuovo portale dedicato alle vittime del lavoro, presentato martedì 20 ottobre alla Casa del Jazz di Roma, in collaborazione con Ossigeno per l’informazione. Il sito, online e gratuito da qualsiasi dispositivo, è curato da Bruno Giordano, magistrato, Marco Patucchi, giornalista, e Giulio Marotta. Nasce dal libro Operaicidio, firmato da Giordano e Patucchi, e vuole “sottrarre la strage infinita del lavoro alla fredda cronaca dei numeri”, restituendo dignità alle storie umane che stanno dietro ogni statistica.
“Chiamare le cose con il loro nome è il primo passo per cambiare la realtà”, sottolineano i fondatori. “Dietro ogni incidente c’è quasi sempre una catena di responsabilità, mancanza di formazione o ritmi insostenibili. Vogliamo creare una comunità attiva e spingere le istituzioni e le imprese a considerare la sicurezza un valore assoluto e non negoziabile.”
Quattro aree per capire
Il portale è organizzato in quattro sezioni. L’Osservatorio parlamentare e giuridico segue il lavoro del Parlamento, l’iter delle proposte di legge sulla sicurezza e dei decreti attuativi, e approfondisce le sentenze più significative, la responsabilità civile e penale delle imprese e l’applicazione del Testo unico sulla sicurezza.
Nella sezione “Numeri” i dati su infortuni e morti sul lavoro sono raccolti e mappati per settori e territori, per offrire una fotografia oggettiva della situazione italiana.
“Letture” ospita inchieste, recensioni e contributi di esperti che spiegano le cause strutturali del fenomeno, dal sistema dei subappalti alla carenza di controlli. Qui è raccolta anche la Spoon River de “la Repubblica”, che per oltre tre anni ha raccontato ogni giorno la vita, le passioni e i sogni delle vittime.
Infine “Voci”, la parte dedicata ai podcast, dà la parola a familiari delle vittime, lavoratori, sindacalisti e attivisti, per combattere l’oblio attraverso il racconto orale.
Il lancio e il riconoscimento
Alla serata di presentazione, con la conduzione della giornalista Rai Adele Grossi, hanno partecipato tra gli altri Serena Dandini, Massimo Giannini e Francesca Reggiani, che hanno ricordato le storie di alcune vittime. Ugo De Vita ha portato in scena il monologo S’abbenedica signor giudice, mentre le musiche e i canti erano di Mario Incudine, accompagnato al piano da Antonio Vasta. Presenti anche Maria Giulia Dalla Brea, vedova di Stefano Fallone e presidente di “Insieme per la giustizia”, e Alberto Spampinato, presidente di Ossigeno per l’informazione. Il progetto grafico, ideato dallo studio Ex Anima, è stato selezionato nell’ADI Design Index, primo passo verso la candidatura al Compasso d’Oro. La redazione invita associazioni, sindacati, familiari delle vittime e cittadini a collaborare inviando segnalazioni, storie e contributi a info@operaicidio.it.










