giovedì 18 Aprile 2024
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L’astronomia senza luce

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L’astronomia senza luce

L’uomo ha sempre praticato alcune forme di astronomia. Per migliaia di anni si è limitato a osservare la luce proveniente dalla volta celeste, a occhio nudo o con l’ausilio di telescopi. Nel Ventesimo secolo si è arrivati a telescopi in grado di captare la luce invisibile all’occhio umano: l’infrarosso e i raggi X. Oggi sta nascendo un tipo di astronomia del tutto nuova, che non utilizza la luce ma un altro tipo di onde: le onde gravitazionali. Secondo la teoria della relatività generale, postulata da Einstein, la gravità agisce come le correnti nell’oceano, trascinando dolcemente pianeti e stelle nell’immensità dello spazio. Le onde gravitazionali non sono altro che le increspature in questo oceano cosmico, prodotte da eventi che coinvolgono corpi celesti molto massicci: ad esempio le esplosioni di supernovae o le spirali di morte dei buchi neri prima di scontrarsi. L’osservazione di queste increspature tramite strumenti astronomici tecnologicamente avanzati permette di vedere l’universo a prescindere dalla luce emessa dagli oggetti che lo popolano. Gli scienziati la chiamano “astronomia gravitazionale”.