Landini sui referendum: “Ripartiamo dai 15 milioni di persone che hanno votato”

0
417

Quorum non raggiunto. L’affluenza si è fermata al 30%. Il segretario della Cgil: «Non è una giornata di vittoria. Chi ha invitato a non andare alle urne non ha fatto un buon servizio alla democrazia. Tutte le questioni poste sono sul tavolo». 

Il segretario Maurizio Landini, nella conferenza indetta nel centro congressi di via Frentani, parte subito, sgombrando il campo da illazioni: «Il nostro obiettivo era raggiungere il quorum per cambiare leggi che riteniamo sbagliate. L’obiettivo era una giornata di vittoria. Oggi non festeggiamo, questa non è una giornata di vittoria».

«Ma i dati – aggiunge – dicono che hanno votato 15 milioni di persone, un numero che riteniamo importante. Per noi sono un punto di partenza. I problemi rimangono sul tavolo: la precarietà del lavoro, la sicurezza sui luoghi di lavoro, la tutela nelle piccole e medie imprese contro i licenziamenti. Per questo andremo avanti. Continueremo la nostra battaglia con tutti gli strumenti democratici a disposizione». «Quando abbiamo raccolto le firme  – sottolinea il segretario della Cgil – sapevamo che non era una passeggiata in un momento di crisi democratica”. Il riferimento di Landini è alle elezioni europee, dove l’anno scorso la maggioranza dei cittadini ha scelto di non andare a votare: «proprio perché siamo in un momento di difficoltà della partecipazione, invitare ad astenersi non è un buon servizio alla democrazia. La crisi del lavoro va di pari passo con la crisi della democrazia, proprio perché chi lavora avverte di non essere ascoltato». Ai cronisti che chiedevano se ci fosse stato un eccesso di policitizzazione della campagna referendaria Landini ha risposto: «Questo voto non era contro un governo o un partito, ma contro le leggi balorde, frutto di governi di destra e sinistra, che negli ultimi venti anni hanno precarizzato il lavoro, lo hanno reso meno sicuro».  E in risposta a un giornalista che gli chiedeva se stesse valutando l’ipotesi delle dimissioni, Landini ha detto: «Il problema non si pone, chi conosce il sindacato sa che le decisioni sono collettive, coinvolgendo tutti, dai dirigenti agli iscritti. La Cgil intende essere coerente, qualificando l’azione contrattuale, allargando la capacità di rappresentanza, rafforzando il voto nei luoghi di lavoro, facendo sì che le Camere del lavoro siano sempre più in grado di misurarsi con i bisogni delle persone: la casa, la salute, il diritto allo studio, l’integrazione».