«La vita è adesso»: la mostra dello Spi Venezia che racconta la forza e la dignità dell’età anziana

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Una fotografia può restituire verità, dignità, emozione. È ciò che fa la mostra “La vita è adesso”, ideata dal Coordinamento donne Spi Cgil metropolitano di Venezia con le fotografie di Filippo Alessandro Nappi, ospitata nella sede di Emergency Venezia alla Giudecca dal 12 al 29 novembre.
Oltre cento immagini scattate in dodici Rsa del territorio raccontano con sensibilità e rispetto la quotidianità delle persone anziane, la loro forza silenziosa, le relazioni, la memoria e il valore di un presente che continua a essere vita piena.

Non “ospiti”, ma persone con una storia e un futuro

Come spiega Daniele Tronco, segretario generale dello Spi Cgil Venezia, «l’obiettivo del progetto è cambiare sguardo: gli anziani non sono solo destinatari di cure, ma persone che hanno costruito la società in cui viviamo. Raccontare le loro storie significa restituire umanità e riconoscenza a chi ha dato tanto, e ricordare che la vita non smette di essere vita solo perché si entra in una residenza per anziani, ma continua giorno per giorno».

L’iniziativa si inserisce nel lavoro quotidiano dello Spi di Venezia sul tema delle Rsa, dove il sindacato è impegnato su più fronti: dalla tutela dei diritti previdenziali e dei cosiddetti “diritti inespressi” – come assegni e contributi a cui molti pensionati non sanno di avere diritto – alla presenza attiva nelle strutture con iniziative culturali, momenti di festa e vicinanza. Ogni anno, ad esempio, in occasione dell’8 marzo o della festa di San Martino, volontari e volontarie dello Spi portano dolci, fiori e musica nelle case di riposo, perché anche un piccolo gesto può diventare segno di attenzione e umanità.

Riumanizzare l’anzianità

«La vita è adesso» – racconta Tronco – «vuol dire proprio questo: ricordare che anche per una persona anziana il presente è importante. Spesso chi vive in una struttura rischia di sentirsi dimenticato, ma ogni volto racchiude una storia, un contributo alla memoria collettiva. Riumanizzare gli anziani significa restituire loro il diritto di essere visti, ascoltati, riconosciuti, nel presente e nel futuro».

La mostra, curata dal Coordinamento donne Spi in collaborazione con Auser e Uisp provinciali di Venezia, nasce proprio dal desiderio di superare l’immagine assistenzialista della vecchiaia e di valorizzare l’invecchiamento attivo come risorsa sociale e culturale. «Vogliamo ribadire – sottolineano Tronco e Licia Barzan, segretaria Spi con delega alle politiche di genere – che la terza età non è un problema, ma una fase preziosa della vita, fatta di esperienze, relazioni, passioni e partecipazione».

Barzan sottolinea l’importanza di «poter avere nelle strutture di accoglienza tutte le opportunità ed i servizi per mantenere la propria dignità. E non solo: uno scambio relazionale ed affettivo, uno spazio di vita e non semplicemente un posto letto. Fondamentale è anche il ruolo del personale che opera all’interno delle Rsa che deve essere in numero adeguato, competente e professionale e pagato dignitosamente. Da anziani la vita non è finita, ma si continua, appunto, a vivere e a sperimentare. Non dimentichiamolo».

Quando la memoria diventa racconto: il libro “Ti affido la mia storia”

Accanto alla mostra, un’altra iniziativa dello Spi di Venezia ha voluto valorizzare la voce e la memoria degli anziani: il libro “Ti affido la mia storia”, curato e pubblicato dalla casa editrice LiberEtà.
Il volume raccoglie testimonianze, racconti e ricordi di vita degli ospiti della Casa di cura Antica Scuola Santa Maria dei Battuti di Mestre, e nasce nell’ambito del gruppo di lettura “Ti leggo una storia”, promosso dalla lega Spi Cgil Mestre in collaborazione con il centro servizi della struttura. Incontri quindicinali, parole lette e ascoltate, emozioni condivise: i volontari e le volontarie dello Spi leggono poesie, racconti e brani scelti insieme agli ospiti, stimolando curiosità, memoria e dialogo. Da questa esperienza è nata l’idea di raccogliere le loro testimonianze dirette, creando un ponte tra passato e presente, tra chi ricorda e chi ascolta.

«Durante gli incontri – hanno raccontato le volontarie del gruppo – gli ospiti trovano tutto lo spazio per ricordare senza essere interrotti. I loro racconti diventano un momento intimo, liberatorio. Nel sentire valorizzati i propri ricordi durante la presentazione del libro, una grande gioia ha acceso i loro sguardi».
Il progetto restituisce alle persone anziane il ruolo di custodi attivi della memoria e si inserisce nel più ampio impegno dello Spi per la storia, la dignità e i diritti delle generazioni che hanno costruito il nostro Paese.

Il libro sarà presentato ufficialmente il 15 gennaio 2026 al museo M9 di Mestre, con la partecipazione della segretaria generale dello Spi nazionale, Tania Scacchetti.

Libro e mostra condividono lo stesso filo rosso: ricordare che ogni vita merita di essere raccontata e vissuta pienamente, qui e ora.

Storie di vita, scatti di umanità

Durante l’inaugurazione di martedì 12 novembre sono intervenuti Mara Rumiz (Emergency Venezia), Luisa Bottazzo (Auser Provinciale Venezia), Nicoletta Biancardi (SPI CGIL Veneto) e Daniele Giordano (CGIL Venezia).
Si è tenuto poi un confronto coordinato da Daniele Tronco, con gli interventi di Fabiana Filippi (psicoterapeuta), Francesca Tiozzo (geriatra) e Roberta Bonaventura (UISP Venezia).
Temi centrali: la fragilità come occasione di relazione, la vecchiaia come opportunità, il movimento e la cura del corpo come strumenti di salute e dignità.

Un ringraziamento speciale va a tutte le strutture che hanno aderito al progetto: Antica Scuola dei Battuti, Casa di Riposo Residenza Venezia, Centro Anziani di Chioggia F.F. Casson, Centro Diurno Arcobaleno di Mirano, Centro Servizi Contarini, IPAB Luigi Mariutto, IPAB Andrea Danielato, Residenza Adele Zara, Residenze Anni Azzurri di Quarto d’Altino e Mestre, Residenza Ca’ Vio e Residenza Camponogara.
In nove di queste realtà, le immagini di Nappi hanno catturato gesti, sguardi, sorrisi e momenti di vita quotidiana che parlano di affetto, memoria e resistenza.

La vita è adesso. Anche per chi ha costruito il nostro futuro

L’esposizione non è solo un racconto fotografico, ma un atto politico e culturale: un invito a guardare gli anziani con occhi nuovi, riconoscendo il loro ruolo nella costruzione del Paese e il loro diritto a vivere pienamente il presente. Come ricorda Tronco, «molti di loro sono le persone che negli anni ’50 e ’60 hanno contribuito a far crescere l’Italia. Raccontare le loro vite è un modo per ricordare da dove veniamo e per dire che la memoria non è mai solo passato: è una forma di futuro».

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