La Via Maestra: il 17 ottobre la Cgil, lo Spi e altre 100 associazioni in piazza per difendere la Costituzione

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«Abbiamo bisogno di un futuro diverso da quello che ci viene prospettato. Bisogna scegliere anche politicamente di ricostruire una eguaglianza e una giustizia sociale che in questi anni è venuta meno». Così Maurizio Landini in apertura del suo intervento alla conferenza stampa di presentazione della manifestazione nazionale del prossimo 17 ottobre.

«La Costituzione – affermano i promotori – indica una strada precisa: quella di un Paese fondato sul lavoro, sulla giustizia sociale, sull’uguaglianza e sulla pace. Questa strada è ancora la nostra Via Maestra». Oggi, però, l’Italia sembra procedere nella direzione opposta, tra disuguaglianze crescenti, diritti messi in discussione e risorse sottratte ai servizi pubblici.

«Lo Spi Cgil ci sarà – ha affermato in una nota Tania Scacchetti, segretaria generale dello Spi Cgil nazionale -, insieme alle pensionate e ai pensionati, perché le ragioni della mobilitazione si incrociano con le battaglie che portiamo avanti ogni giorno, nei territori e accanto alle persone. Dal caro vita, che continua a incidere sul potere d’acquisto delle pensioni e sulle condizioni di vita di tante famiglie, alla necessità di garantire pensioni dignitose e un sistema fiscale più equo. E ancora, la difesa di una sanità pubblica universale, del diritto alla cura e all’assistenza, con un’attenzione particolare alle persone non autosufficienti e alle loro famiglie e alle condizioni delle nuove generazioni. Perché welfare e diritti sociali devono essere una garanzia lungo tutto l’arco della vita».

Il lavoro è sempre più povero e precario

I salari sono troppo bassi, la ricchezza si concentra nelle mani di pochi e le disuguaglianze aumentano. Troppe persone, pur lavorando, non riescono ad arrivare a fine mese. Intanto, la mancata attenzione alla sicurezza continua a provocare infortuni e morti sul lavoro. Per migliaia di giovani, costruire un futuro significa ancora lasciare il Paese.

Sanità e istruzione pubbliche sotto pressione

Le risorse destinate ai servizi pubblici non sono sufficienti, mentre cresce il ricorso al privato. Le liste d’attesa si allungano, curarsi costa sempre di più e manca personale. Resta insufficiente anche l’impegno sulla non autosufficienza. Nella scuola, i tagli e gli investimenti inadeguati rischiano di ampliare ulteriormente i divari sociali e territoriali.

Un sistema produttivo che perde terreno

Crisi industriali, delocalizzazioni e carenza di investimenti mettono a rischio posti di lavoro e interi territori. Il caporalato continua a sfruttare le persone, dall’agricoltura agli appalti. E mentre la crisi climatica impone una rapida trasformazione del nostro modello di sviluppo, la transizione ecologica viene rallentata anziché diventare un’opportunità per creare occupazione di qualità, innovazione e crescita sostenibile.

La crisi climatica e quella energetica

L’aumento delle temperature, gli effetti della crisi climatica e le tensioni geopolitiche che alimentano l’instabilità energetica richiedono risposte urgenti. Serve una giusta transizione fondata sulla tutela del territorio, sulle fonti rinnovabili e sul risparmio energetico, non sul ritorno al nucleare, già respinto per due volte dalle cittadine e dai cittadini italiani. È questa la strada per ridurre strutturalmente il costo delle bollette, innovare il sistema industriale e tutelare il lavoro.

Il costo della vita pesa su salari e pensioni

Spesa alimentare, casa, energia e trasporti assorbono una quota crescente dei redditi. Aumentano le persone in condizione di povertà ed esclusione sociale. Nel frattempo, il sistema fiscale continua a gravare soprattutto su lavoratrici, lavoratori e pensionati, mentre rendite, grandi ricchezze ed extraprofitti non contribuiscono in misura adeguata.

Meno risorse ai diritti, più soldi al riarmo

Mentre salari, sanità, scuola, previdenza e servizi pubblici hanno bisogno di maggiori investimenti, si prospetta un aumento della spesa militare fino al 5 per cento del Pil. Una scelta che rischia di sottrarre risorse alle priorità delle persone. Noi chiediamo un’altra idea di sicurezza: un lavoro sicuro, una casa accessibile, un’istruzione di qualità, il diritto alla salute e un’economia orientata alla pace. Una sicurezza che si costruisce attraverso accoglienza e integrazione, non alzando muri.

La democrazia e il diritto al dissenso vanno difesi

La libertà d’informazione deve essere garantita e il diritto di manifestare, protestare e dissentire non può essere trattato come un problema di ordine pubblico. I decreti sicurezza restringono gli spazi di libertà e partecipazione; l’Autonomia differenziata rischia di dividere ulteriormente il Paese; le modifiche al sistema elettorale possono aggravare la crisi della rappresentanza e alterare gli equilibri istituzionali, concentrando il potere.

Noi scegliamo un’altra strada: la strada della Costituzione

Il 17 ottobre scendiamo in piazza per un’Italia più giusta, solidale e democratica. Per dare piena attuazione ai principi costituzionali e rimettere al centro i diritti delle persone, il lavoro e la pace. L’appuntamento è il 17 ottobre a Roma, alle ore 13.30 in Piazza della Repubblica. La manifestazione si concluderà, dopo il corteo, in Piazza del Popolo, intorno alle ore 17.00.

La Via Maestra 17 ottobre 2026 – Volantino A4 Pdf

Il 17 ottobre, la Via Maestra è quella della Costituzione. Per i diritti, il lavoro, la giustizia sociale e la pace.