A Pieve Santo Stefano, la memoria si fa presente: ottant’anni dopo la Liberazione, i diari tornano a parlare al nostro tempo
C’è un paese in Toscana dove la storia non si studia sui libri, ma si legge nelle calligrafie incerte di chi ha vissuto. Ogni settembre, da quarantuno anni, Pieve Santo Stefano diventa la capitale della memoria: un luogo dove le vite comuni prendono parola e diventano patrimonio collettivo. È qui che si tiene il Premio Pieve Saverio Tutino, dedicato ai diari, alle lettere e alle memorie autobiografiche custodite nell’Archivio Diaristico Nazionale.
Quest’anno il titolo scelto per la manifestazione – che si terrà dal 18 al 21 settembre – è un monito e una speranza insieme: “Il ritorno della memoria”. Un ritorno che ha il peso degli anniversari importanti – ottant’anni dalla Liberazione dal nazifascismo e dalla fine della Seconda guerra mondiale – ma anche l’urgenza del presente. “Guardiamo a quel 25 aprile con sguardo preoccupato”, si legge nella presentazione del Premio, “perché troppe similitudini ci ricordano i peggiori passaggi delle pagine più nere della nostra storia”.
A sottolineare il significato di questa edizione è anche il presidente della Fondazione Archivio Diaristico Nazionale, Albano Bragagni, che ha dichiarato: “Il ritorno della memoria è il titolo dell’edizione 2025 del Premio Pieve Saverio Tutino: nell’anniversario degli ottant’anni dalla Liberazione dal nazifascismo e dalla fine della Seconda guerra mondiale, un appello a non dimenticare gli orrori del Novecento per costruire un presente e un futuro di pace. Intorno a questo tema di importanza universale ruoterà il programma della manifestazione, che darà particolare rilevanza alle molte novità editoriali nate dalla raccolta autobiografica dell’ultimo anno, con l’ormai consueta attenzione dedicata ai diari di migranti del progetto DiMMi”. Un messaggio chiaro, ribadito anche dalla qualità e varietà del programma: spettacoli, presentazioni, letture e mostre, tutte centrate sul valore della testimonianza.
Le vite che nessuno ha raccontato
Il Premio Pieve non celebra i grandi nomi della storiografia ufficiale, ma restituisce voce a chi la storia l’ha vissuta senza clamore, annotandola nei taccuini, nelle lettere scritte al fronte, nei diari tenuti di nascosto in un campo di prigionia o in un barcone verso l’ignoto. È un festival delle vite minori, ma non per questo meno significative. Tra gli otto finalisti del 2025, ci sono epistolari d’amore e di guerra, come quello tra Bernardina Casarin e Vittorio Binotto (1937–1943), lettere che attraversano il fronte e la provincia veneta, tra speranza e tragedia. C’è il diario del tenente Arnaldo Manni, bloccato a Rodi nei giorni drammatici dopo l’armistizio dell’8 settembre, o le memorie struggenti di Tito Zampa, fuggito da Kos per non finire nelle mani dei tedeschi. E poi storie più recenti, che ci parlano di migrazioni, frontiere e identità: come quella di Mamadou Diakité, migrante e narratore, che porterà sul palco la propria storia nel reading teatrale tratto dal libro Il confine tra noi. La sua voce, insieme a quelle raccolte dal progetto DiMMi – Diari Multimediali Migranti, compone un mosaico attuale e necessario, che fa del Premio Pieve un laboratorio di umanità in tempo reale.
Il teatro della memoria
“Dal giovedì al sabato, le serate del Premio saranno impreziosite da tre spettacoli teatrali”, ha annunciato Bragagni nella sua dichiarazione, “con l’omaggio di Marco Baliani a Pier Paolo Pasolini nel 50° anniversario dalla morte, la narrazione di Mamadou Diakité dedicata alla sua esperienza migratoria, il racconto intimo in musica e parole di Mario Perrotta sulla vita di Domenico Modugno”. Tre spettacoli molto diversi tra loro, ma tutti legati dal filo della memoria, intesa come sguardo che resiste al tempo e scava nella profondità delle esperienze umane.
Un archivio vivo
Alla guida del Premio e dell’Archivio c’è Natalia Cangi, direttrice instancabile, e con lei un piccolo gruppo di studiosi, archivisti, lettori e volontari che danno corpo a un’idea fondata da Saverio Tutino nel 1984. “Il nostro lavoro interessa”, ha affermato ancora Bragagni, segnalando che il Piccolo Museo del Diario ha visto un aumento del 15% dei visitatori nell’ultimo anno. Un segno che la memoria – contro ogni previsione – continua a esercitare attrazione, forse proprio perché è controcorrente.
La memoria in piazza
La conclusione della manifestazione è prevista per domenica 21 settembre, con l’evento “Memorie in piazza”, condotto da Guido Barbieri e Monica D’Onofrio. Qui verrà annunciato il diario vincitore tra gli otto finalisti, in una cerimonia pubblica che sarà trasmessa in differita da Radio3. In quell’occasione sarà consegnato il Premio Città del diario a Antonio Scurati, intellettuale e scrittore che ha saputo trasformare la memoria del fascismo in grande letteratura civile. “Un grande intellettuale e scrittore”, ha sottolineato Bragagni, “riceverà il Premio Città del diario nel corso delle ‘Memorie in piazza’, la manifestazione conclusiva che, domenica 21 settembre, rivelerà al pubblico il nome del diario vincitore del concorso di quest’anno.” Accanto a lui, Rita Baroud, giornalista palestinese che ha raccontato da Gaza una quotidianità di fame e distruzione, riceverà il Premio Tutino Giornalista.
Disegnare la memoria
Accanto ai diari, ai libri e agli spettacoli, ci saranno anche le mostre: come Il tesoro dell’Archivio, che espone manoscritti scelti, o Persistenze, a cura di Matilde Puleo, dove giovani artisti riflettono sul ricordo come materia viva. Con Disegnami, invece, le testimonianze dei migranti diventano illustrazioni, mappe emotive, racconti visivi.
Un invito a ricordare per non ripetere
In un tempo che sembra aver smarrito il senso del passato – e spesso anche quello del futuro – il Premio Pieve lancia un messaggio chiaro: la memoria non è nostalgia, è resistenza. Raccontare, ascoltare, ricordare sono gesti civili, gesti politici, gesti necessari. Per questo, come ogni anno, in un angolo silenzioso dell’Appennino, le vite raccontate nei diari tornano a parlare. E ci chiedono solo una cosa: di ascoltare.










