I figli che lavorano aiutati dai padri pensionati: la ricerca dello Spi Cgil di Bologna

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Più della metà degli over 65 sostiene di aiutarli economicamente con regolarità (16,1%) o almeno ogni tanto (47%)

A Bologna molti pensionati, nonostante le proprie sfide economiche, continuano a sostenere i figli e le famiglie. Si tratta del dato rilevato da una recente indagine dello Spi Cgil di Bologna che ha intervistato oltre 2.700 pensionati con più di 65 anni, rivelando l’importanza del ruolo dei pensionati come pilastri delle famiglie italiane.

«I pensionati sono un universo molto ampio, c’è una complessità enorme nella popolazione – spiega Antonella Raspadori dello Spi di Bologna – all’interno di questo grande gruppo ci sono anche diseguaglianze importanti. C’è uno strato basso della popolazione rappresentato soprattutto da ultra 74enni e da donne che vivono sole e hanno una bassa pensione».

La realtà dei pensionati: un mondo di sostegno e sacrifici

I pensionati a Bologna hanno spesso una casa di proprietà e questo contribuisce a collocarli negli strati più elevati della popolazione rispetto al campione complessivo: il 65,3% ritiene di avere risorse economiche adeguate, il 6,5% pensa di averne di ottime. Questo conduce a quello che sembra un paradosso economico: sono i pensionati ad aiutare i figli che lavorano e non viceversa, come accadeva fino a non molto tempo fa. Più della metà dei pensionati sostiene di aiutare i propri figli economicamente con regolarità (16,1%) o almeno ogni tanto (47%). Pochissimi pensionati ricevono aiuto economico dai propri figli: solo il 5,9% degli intervistati dice di riceverne ogni tanto e lo 0,8% con regolarità. Nella bilancia tra il dare e l’avere, i pensionati in base alla ricerca dello Spi Cgil sono molto sbilanciati verso il dare: il 60% di loro fornisce aiuto a familiari, amici, parenti oppure fa volontariato, mentre appena il 20% riceve aiuto.

Salute pubblica e accesso ai servizi sanitari

Un altro aspetto critico emerso dall’indagine è la questione sanitaria. Il 38,9% dei pensionati intervistati dichiara di rivolgersi alla sanità pubblica, considerata una risorsa essenziale per questa fascia d’età. Tuttavia, il ricorso alla sanità privata è spesso una necessità, piuttosto che una scelta, con il 76,7% che afferma di dover pagare per prestazioni private a causa delle lunghe liste d’attesa nel settore pubblico. Questo problema si collega anche a carenze strutturali nel sistema sanitario nazionale, specialmente nelle regioni con una maggiore incidenza di malattie croniche.

La transizione demografica e le richieste al governo

«Sottolineiamo come la situazione dei pensionati rispecchi importanti cambiamenti demografici e sociali, che richiedono attenzione e politiche adeguate. La transizione demografica, insieme a sfide ambientali e sociali, ha creato una pressione crescente sui pensionati. Per questo motivo – confermano dallo Spi di Bologna – parteciperemo allo sciopero generale del 29 novembre, con l’obiettivo di portare all’attenzione del governo i problemi di welfare che affrontano i pensionati italiani».